’Ndrangheta stragista bis, giudici in camera di consiglio per la sentenza
La Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria dovrà decidere sulla richiesta di ergastolo per Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, imputati per gli agguati ai carabinieri del 1994
È entrato nella fase decisiva il processo ’Ndrangheta stragista bis, davanti alla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Angelina Bandiera, con Caterina Asciutto a latere. Al termine dell’udienza, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per deliberare la sentenza nei confronti di Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone.
Il verdetto, secondo quanto anticipato dalla stessa Corte, non arriverà prima del pomeriggio di domani. Una decisione particolarmente attesa, che arriva dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione e il nuovo esame del procedimento in sede d’appello.
La richiesta dell’accusa
Nel processo sono imputati il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, ritenuto espressione della cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nei loro confronti il procuratore Giuseppe Lombardo ha chiesto la condanna all’ergastolo, sostenendo il quadro accusatorio legato alla stagione degli attentati contro l’Arma dei carabinieri.
Al centro del procedimento c’è il duplice omicidio dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, uccisi il 18 gennaio 1994, insieme ad altri due agguati compiuti ai danni di altrettante pattuglie dell’Arma. Episodi che, secondo l’impostazione accusatoria, si inserirebbero in una più ampia strategia criminale e stragista.
Le ultime repliche prima della decisione
Nell’udienza odierna, dopo le dichiarazioni spontanee rese da Graviano, sono arrivate le repliche del procuratore Lombardo, degli avvocati difensori dei due imputati e dei legali delle parti civili. Un ultimo passaggio processuale prima del ritiro della Corte in camera di consiglio.
Ora l’attesa è tutta per la sentenza, chiamata a stabilire le responsabilità nel secondo processo d’appello su una delle pagine più gravi della storia criminale calabrese e nazionale. Una vicenda che riporta al centro il sacrificio dei militari dell’Arma e il peso di una stagione di violenza che segnò profondamente il Paese.