È stata depositata nel Consiglio regionale della Calabria una proposta di legge dedicata al rafforzamento funzionale degli ospedali situati nelle aree montane, interne e territorialmente disagiate della regione. L’iniziativa ha già ottenuto il sostegno di tutti i capigruppo della maggioranza.

Il provvedimento riguarda in particolare i presidi ospedalieri di San Giovanni in Fiore, Acri, Serra San Bruno, Soveria Mannelli, Oppido Mamertina e lo stabilimento ospedaliero di Rogliano, territori caratterizzati da difficoltà nei collegamenti e tempi lunghi di percorrenza verso i grandi hub sanitari regionali.

Potenziamento dei servizi e telemedicina

La proposta di legge prevede il rafforzamento dell’assistenza ospedaliera e del sistema di emergenza-urgenza, oltre ad una maggiore integrazione tra ospedali e servizi territoriali.

Tra gli strumenti individuati figurano anche il ricorso alla telemedicina e l’introduzione di protocolli organizzativi condivisi tra aziende sanitarie e aziende ospedaliere, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi sanitari nelle aree più periferiche della Calabria.

Secondo i promotori dell’iniziativa, Rosaria Succurro e Domenico Giannetta, il testo nasce dalla necessità di garantire risposte concrete a territori che negli anni hanno subito una progressiva riduzione di servizi e diritti sanitari.

“Risposte concrete ai territori più fragili”

I consiglieri regionali evidenziano come la proposta arrivi in una fase considerata nuova per la sanità calabrese, segnata dal progressivo ritorno della Regione alla gestione della programmazione sanitaria dopo i lunghi anni di commissariamento.

Per Succurro e Giannetta, la condivisione del testo da parte dell’intera maggioranza regionale rappresenta un segnale politico importante verso le comunità delle aree interne e montane, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sanitaria nei territori più fragili e difficili da raggiungere.