La locandina dell'evento
La locandina dell'evento

Ottantanove candidature per quaranta posti disponibili. Si chiude con numeri significativi la call della Summer School del Festival delle Opportunità, in programma dal 10 al 12 settembre 2026 tra Sibari e Cassano allo Ionio.

Un risultato che, prima ancora dei dati territoriali, racconta la volontà dei giovani di partecipare, confrontarsi ed essere coinvolti nella costruzione delle opportunità che riguardano il loro futuro.

La Summer School nasce proprio con questo obiettivo: non proporre un’iniziativa pensata semplicemente per i giovani, ma creare uno spazio nel quale possano contribuire direttamente alle scelte e alla progettazione.

La Calabria risponde con forza

Particolarmente significativa la partecipazione calabrese. Circa il 69% delle candidature proviene infatti dalla regione, con un peso molto forte della provincia di Cosenza.

Quest’ultima rappresenta circa il 58% del totale delle domande ricevute e oltre l’83% di quelle provenienti dalla Calabria.

Un dato che assume un valore ancora maggiore considerando che la Summer School ha scelto proprio Cassano allo Ionio e la Sibaritide come luoghi nei quali sviluppare questa esperienza.

La risposta del territorio mostra una Calabria giovane che non vuole essere soltanto raccontata come terra di partenze, ma anche come spazio nel quale incontrarsi, progettare e costruire nuove possibilità.

Candidature da nove regioni italiane

La call ha però superato i confini regionali. Le candidature arrivano complessivamente da nove regioni: Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna.

Una geografia che mette insieme giovani provenienti da Nord, Centro e Sud e che trasforma la Calabria, almeno per tre giorni, da periferia da cui partire a luogo verso il quale spostarsi per condividere idee ed esperienze.

Età media di 24 anni e forte presenza femminile

Anche il profilo dei candidati restituisce l’immagine di una generazione molto giovane.

L’età media è di circa 24,5 anni, mentre la partecipazione femminile sfiora il 58%, con circa 51 donne e 38 uomini.

Numeri che confermano l’interesse di una fascia generazionale spesso descritta come distante o disaffezionata rispetto agli spazi di partecipazione.

Candela: «Quando i giovani sono chiamati a costruire, la risposta cambia»

«Per troppo tempo abbiamo raccontato una generazione attraverso le parole disinteresse, distanza, disaffezione. Questi numeri ci suggeriscono qualcosa di diverso», sottolinea Antonio Candela, ideatore del Festival delle Opportunità.

Secondo Candela, il problema non è necessariamente la mancanza di volontà di partecipare, ma la qualità degli spazi offerti.

«Quando chiediamo loro di essere semplicemente pubblico, è più difficile coinvolgerli. Quando invece diciamo: vieni, siediti con noi, raccontaci cosa pensi e aiutaci a costruire, la risposta cambia. Le 89 candidature ricevute ci dicono esattamente questo».

Tre giorni di workshop e co-progettazione

Dal 10 al 12 settembre i quaranta partecipanti selezionati saranno coinvolti in workshop, laboratori, esperienze sul territorio, attività condivise e momenti di confronto.

Il lavoro sarà orientato anche alla costruzione della quarta edizione del Festival delle Opportunità, prevista nel 2027.

I giovani saranno chiamati a ragionare sui temi, sui linguaggi e sulle modalità attraverso cui il Festival dovrà riuscire a parlare alle nuove generazioni.

«Possiamo costruire nel Mezzogiorno luoghi nei quali valga la pena venire»

Candela sottolinea anche il valore simbolico della partecipazione proveniente da fuori Calabria.

«La risposta della Calabria ci rende particolarmente felici», afferma. «Ma sapere che dei giovani sceglieranno di raggiungere la Calabria anche da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna e dalle altre regioni rappresentate ci consegna un messaggio ancora più bello: possiamo costruire nel Mezzogiorno luoghi nei quali valga la pena venire, incontrarsi e condividere idee».

Una comunità da non disperdere

La selezione dei quaranta partecipanti rappresenterà ora il passaggio più delicato.

Dietro ciascuna delle 89 candidature c’è infatti una persona che ha scelto di dedicare tempo, energie e idee a questa esperienza.

Per questo il Festival delle Opportunità punta a non disperdere il patrimonio generato dalla call, mantenendo un rapporto con l’intera comunità dei candidati e costruendo progressivamente una rete di giovani che possa accompagnare il percorso verso il Festival 2027.

Perché quelle 89 candidature non sono soltanto il risultato di una selezione.

Sono 89 giovani che hanno scelto di esserci. E forse è proprio da questo segnale che bisogna ripartire quando si parla di partecipazione, territorio e futuro.