Caro affitti, la maggioranza di Rende non ci sta: “La città è molto più di questo”
«I redditi dei rendesi derivanti dagli affitti agli studenti rappresentano una componente marginale del Pil comunale»

Un comunicato dai toni netti quello della maggioranza consiliare del Comune di Rende, che interviene sulla polemica legata al caro affitti e al rapporto tra la città e la presenza degli studenti fuori sede.
«Il solito menestrello che spesso – appena se ne presenta a suo dire l’occasione – strimpella canzoni stonate, recentemente si è esibito con una sonora stecca, sostenendo addirittura che la città di Rende vive sulle spalle degli studenti fuori sede approfittando del caro affitti».
I numeri raccontano un’altra città
La maggioranza parte dai numeri. Gli studenti domiciliati in abitazioni private sarebbero qualche migliaio, mentre oltre 2.000 occupano alloggi dell’Unical. A questi si aggiungeranno i posti letto in fase di realizzazione e gli studentati finanziati con fondi PNRR, per un totale di circa 800 nuove unità abitative.
Il ragionamento politico è chiaro: il problema del caro affitti esiste, ma trasformarlo nella chiave di lettura attraverso cui descrivere l’intera economia rendese sarebbe, secondo la maggioranza, una semplificazione.
“Non solo studenti”
«Il menestrello – si legge nel comunicato – ha preso spunto da un fatto vero, il caro affitti, per emettere un giudizio inappellabile sulla città, una sorta di parassita che prospera sulle altrui esigenze».
Da qui l’elenco delle attività e dei lavoratori che, secondo la maggioranza, contribuiscono quotidianamente alla ricchezza prodotta sul territorio: le migliaia di dipendenti delle aziende dell’area industriale, molti dei quali residenti in altri comuni; i docenti e gli amministrativi dell’Unical; i dipendenti comunali; gli addetti della rete commerciale, compresa Metropolis, e del settore alberghiero, tra hotel e B&B.
E ancora artigiani, collaboratori, centri sportivi, aziende agricole, concessionari automobilistici, ristoratori, pizzerie, bar e tavole calde.
Una fotografia che prova a riportare la discussione dal terreno della polemica a quello, più concreto, dell’economia reale.
“Rende è una città produttiva”
La maggioranza consiliare rivendica infatti un dato politico ed economico preciso: Rende è una città dinamica e, secondo il comunicato, la più produttiva della Calabria.
«I redditi dei rendesi derivanti dagli affitti agli studenti rappresentano una componente marginale del Pil comunale», sostengono i consiglieri, aggiungendo che sarebbero oltre 10.000 le retribuzioni prodotte a Rende ma dichiarate in altri Comuni, dove risiedono i percettori.
«Se ne faccia una ragione il nostro grillo parlante, spesso a sproposito», conclude con una nuova stoccata la maggioranza.
Sì agli accordi, sì ai controlli
Nella parte finale, però, il tono si sposta dal confronto politico al tema concreto degli affitti.
«Noi apprezziamo molto le organizzazioni che sottoscrivono accordi territoriali sull’uso degli immobili. E, ancor di più, i proprietari e gli inquilini che li rispettano».
Quanto agli eventuali controlli sulla legalità, la maggioranza precisa: «Competono ad altre autorità che sosteniamo in tutto ciò che dovesse occorrere».
Il messaggio politico, dunque, è duplice: il caro affitti è un tema reale e merita attenzione, ma non può diventare, secondo la maggioranza rendese, la lente attraverso cui delegittimare un’intera città e il suo tessuto economico.