Roberto Occhiuto
Roberto Occhiuto

Il presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto rilancia il dibattito interno al centrodestra sul tema del riformismo e dei diritti civili.

In un’intervista rilasciata al Il Foglio, Occhiuto ha sottolineato come molti giovani guardino oggi alla coalizione di centrodestra come a una realtà “ingiallita” e troppo conservatrice su questioni che riguardano libertà personali e diritti civili, tra cui il fine vita.

“La mia sensazione – ha dichiarato – è che molti giovani guardino al centrodestra come a una coalizione conservatrice rispetto a temi che toccano intimamente la libertà delle persone”.

Secondo Occhiuto, proprio l’eredità politica di Silvio Berlusconi dovrebbe spingere Forza Italia a rappresentare nel centrodestra una forza innovatrice e aperta al confronto su temi spesso considerati divisivi.

“Forza Italia può rafforzare il profilo riformista della coalizione”

Nel corso dell’intervista, il governatore calabrese ha evidenziato come esista, a suo giudizio, “un ritardo di riformismo” anche nel centrosinistra italiano.

Occhiuto ritiene che Forza Italia possa svolgere un ruolo centrale nell’attrarre quell’elettorato moderato e riformista che un tempo guardava alla sinistra ma che oggi non si riconoscerebbe nella leadership di Elly Schlein.

“Noi siamo convintamente ancorati al centrodestra e puntiamo a rafforzarlo con un profilo più riformista”, ha spiegato.

Il presidente della Regione Calabria ha inoltre escluso qualsiasi ipotesi di avvicinamento politico al centrosinistra, affermando che resterà deluso chi immagina un ruolo di Forza Italia funzionale agli equilibri dell’opposizione.

Il richiamo al liberalismo di Berlusconi

Nel dibattito interno al partito si inseriscono anche le posizioni di Marina Berlusconi, che ha auspicato un ritorno di Forza Italia alle proprie radici liberali.

Occhiuto si è detto in sintonia con questa visione, sostenendo la necessità di riportare il centrodestra nel solco del liberalismo originariamente tracciato da Silvio Berlusconi.

Sulla legge elettorale, il governatore ha parlato della necessità di costruire “un partito ambizioso”, capace di avere una propria identità politica autonoma all’interno della coalizione.

“Il liberalismo va aggiornato ai tempi delle Big Tech”

Nel corso dell’intervista, Occhiuto ha affrontato anche il tema del liberalismo contemporaneo, criticando quello che definisce “un approccio dogmatico” ai principi liberali.

Secondo il presidente calabrese, il liberalismo non può restare ancorato a schemi del passato e deve confrontarsi con le trasformazioni economiche e tecnologiche globali.

“Fare cose liberali significa far uscire il liberalismo dal museo e aggiornarlo”, ha affermato.

Occhiuto ha richiamato il ruolo crescente delle grandi piattaforme tecnologiche internazionali, sottolineando come oggi le Big Tech abbiano un peso economico superiore a quello di molti Stati nazionali.

Ha inoltre ricordato il ruolo decisivo dell’intervento pubblico durante la pandemia Covid, evidenziando come alcune rigidità teoriche sul concetto di “Stato minimo” debbano essere ripensate alla luce delle crisi contemporanee.

Le dichiarazioni del presidente della Regione Calabria riaprono così il confronto interno al centrodestra sul futuro di Forza Italia e sull’evoluzione del pensiero liberale nel panorama politico italiano.