Frode sui crediti d'imposta, misura interdittiva per una società del Vibonese
La Guardia di Finanza esegue il provvedimento del GIP nell'ambito della stessa inchiesta che, il 2 luglio scorso, aveva portato al sequestro preventivo di beni per oltre 8,5 milioni di euro
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare interdittiva, emessa dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una società amministrata da un imprenditore vibonese, attivo nel settore turistico-ricettivo e della consulenza fiscale. L'uomo è indagato, tra l'altro, per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche attraverso l'utilizzo di crediti d'imposta inesistenti.
Il collegamento con il sequestro da 8,5 milioni di euro
Il provvedimento si inserisce nello stesso filone investigativo che il 2 luglio 2026 aveva portato all'esecuzione di un sequestro preventivo fino alla concorrenza di 8.519.513,89 euro sui beni riconducibili all'indagato e alle società da lui amministrate. La misura interdittiva è stata disposta per impedire il rischio di reiterazione delle condotte contestate, attraverso le limitazioni previste dall'ordinanza del Giudice.
L'impegno della Guardia di Finanza
L'operazione conferma l'azione della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e nella tutela delle risorse pubbliche. L'applicazione della misura cautelare interdittiva, prevista dal Decreto Legislativo n. 231/2001, punta infatti a impedire che l'attività della società possa essere nuovamente utilizzata per conseguire indebiti vantaggi fiscali, salvaguardando il corretto funzionamento del sistema tributario e garantendo condizioni di concorrenza leale tra gli operatori economici.