Pierpaolo Bombardieri
Pierpaolo Bombardieri

Il congresso regionale della Uil Calabria si è svolto oggi a Maierato, nel Vibonese, alla presenza del segretario generale nazionale Pierpaolo Bombardieri. Un appuntamento che chiude il percorso congressuale nei territori e anticipa il congresso nazionale di Padova, dove saranno portate le proposte maturate nel confronto con lavoratori e lavoratrici.

“Il congresso calabrese è l’ultimo, non per importanza ovviamente, credo che sia il trentasettesimo”, ha dichiarato Bombardieri, sottolineando lo spirito di un percorso democratico che ha coinvolto migliaia di persone. Un cammino costruito attraverso assemblee, incontri e momenti di discussione interna, con l’obiettivo di definire le priorità del sindacato per la fase nazionale.

“Un’organizzazione in salute e in crescita”

Nel suo intervento, Bombardieri ha tracciato un bilancio positivo del percorso svolto dalla Uil negli ultimi anni. Il segretario generale ha parlato di un’organizzazione “in grande salute, in grande crescita”, evidenziando la forte partecipazione dei giovani e delle persone.

“Per noi è stata una grande soddisfazione, anche se molto faticosa, però siamo ormai arrivati alla fine”, ha aggiunto Bombardieri. Il congresso calabrese diventa così una tappa significativa di un percorso più ampio, segnato dalla volontà di rafforzare rappresentanza, partecipazione e radicamento nei territori.

Il richiamo alla tragedia di Amendolara

A Maierato, Bombardieri è intervenuto anche sul tema dello sfruttamento del lavoro e sulla tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti sono morti bruciati vivi e due presunti caporali pakistani sono finiti al centro della vicenda giudiziaria.

Il segretario generale della Uil ha usato parole durissime, spostando il ragionamento dal solo caporalato al tema della criminalità organizzata. “Emergenza caporalato? Permettetemi di dire che rimane un’emergenza mafia”, ha affermato. Poi ha aggiunto: “La mafia pakistana secondo voi viene qui, in Calabria, e gestisce la tratta degli schiavi? Perché di questo si tratta, non è caporalato, quella è tratta degli schiavi”.

Sfruttamento, controlli e responsabilità criminali

Bombardieri ha richiamato l’esistenza di un sistema di sfruttamento che colpisce lavoratori e lavoratrici, spesso migranti e spesso irregolari. Una condizione che, secondo il leader della Uil, impone un rafforzamento dei controlli nei momenti più esposti dell’anno agricolo.

“Quando maturano i pomodori, le fragole, lo sappiamo tutti, quindi bisogna aumentare i controlli in quei periodi”, ha detto. Il riferimento è alla necessità di intervenire nei cicli produttivi in cui la richiesta di manodopera cresce e il rischio di sfruttamento diventa più alto.

“Serve il coraggio di dire che quei fenomeni vanno combattuti”

Il segretario generale della Uil ha invitato istituzioni, parti sociali e comunità a non fermarsi a una lettura superficiale del fenomeno. Per Bombardieri, la tratta e lo sfruttamento dei braccianti non possono essere considerati episodi isolati o gestiti solo da reti esterne.

“Bisogna avere il coraggio, tutti insieme, di dire che quei fenomeni non sono gestiti dalla mafia pakistana, ma probabilmente dalla mafia calabrese”, ha dichiarato. Parole che riportano al centro il rapporto tra lavoro agricolo, diritti negati, immigrazione irregolare e controllo criminale dei territori.

Dal congresso alla battaglia per il lavoro dignitoso

Il congresso regionale della Uil Calabria si è così trasformato anche in un momento di denuncia sociale e politica. Accanto al bilancio del percorso congressuale e alla preparazione dell’appuntamento nazionale di Padova, Bombardieri ha rilanciato una battaglia centrale per il sindacato: quella contro lo sfruttamento e per la dignità del lavoro.

Per la Uil, la tutela dei lavoratori passa dal rafforzamento dei controlli, dalla legalità nelle filiere produttive e dalla capacità di colpire i sistemi criminali che lucrano sulla fragilità delle persone. In Calabria, dopo la tragedia di Amendolara, il tema assume un valore ancora più urgente.