Incendio discarica Pianopoli
Incendio discarica Pianopoli

Un incendio divampato nella discarica di Carratello, a Pianopoli, ha richiesto ore di intervento prima di essere domato. Le conseguenze del rogo sono state avvertite anche a distanza, con odori percepiti in diverse aree del Catanzarese, facendo crescere l’attenzione sulle possibili ricadute ambientali dell’accaduto. L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza degli impianti di gestione dei rifiuti e della tutela della salute pubblica. Sulle cause dell’incendio e sulle eventuali conseguenze ambientali restano necessari accertamenti: al momento, infatti, non sono indicati esiti che confermino contaminazioni.

La richiesta di verifiche dopo il rogo

Legambiente ha espresso un ringraziamento ai Vigili del Fuoco, ad Arpacal, alle Forze dell’Ordine e alle altre istituzioni intervenute durante l’emergenza. L’associazione chiede ora indagini approfondite per ricostruire l’origine dell’incendio e accertare eventuali responsabilità, oltre a monitoraggi adeguati per verificare possibili contaminazioni dell’aria e del suolo. L’organizzazione seguirà l’evolversi della situazione, richiamando anche un precedente episodio verificatosi lo scorso giugno nell’area ex Sir di Lamezia Terme, dove era divampato un incendio in un impianto di raccolta di pneumatici.

Il nodo della gestione dei rifiuti in Calabria

Per Legambiente, quanto accaduto a Pianopoli deve aprire una riflessione più ampia sulle criticità del sistema regionale dei rifiuti. La Calabria, pur avendo registrato una crescita della raccolta differenziata, presenta ancora ritardi rispetto agli obiettivi europei e significative differenze tra i territori. Tra i problemi segnalati dall’associazione figura anche la carenza di impianti adeguati. La normativa europea punta a ridurre progressivamente il ricorso alle discariche: entro il 2035, i rifiuti urbani conferiti in questi impianti dovranno rappresentare al massimo il 10% del totale prodotto. Per Legambiente, raggiungere questo traguardo richiede investimenti nella prevenzione, nel riuso e nel riciclo, superando un modello basato prevalentemente sullo smaltimento finale.

Incendi negli impianti, cresce la preoccupazione

A rafforzare l’allarme dell’associazione sono anche i dati contenuti nell’ultimo rapporto Ecomafia, presentato a Roma nei giorni scorsi. Secondo il rapporto, nel 2025 gli incendi negli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti sono aumentati del 24,7% rispetto all’anno precedente. Dal 2013 ad aprile 2026, il censimento di Legambiente conta 1.667 episodi a livello nazionale, di cui 421 nel Sud Italia. L’associazione sottolinea che, in diversi casi, le indagini hanno evidenziato possibili collegamenti con attività illecite, senza che questo consenta di attribuire automaticamente una matrice criminale a ogni incendio. Anche per il rogo di Pianopoli, dunque, saranno gli accertamenti a dover chiarire le cause. La richiesta è duplice: fare piena luce sull’episodio e accelerare la transizione verso un’economia circolare, capace di ridurre la produzione di rifiuti, rafforzare il riciclo e limitare i rischi per gli ecosistemi e la salute pubblica.