Il Comitato per la Tutela dell'Ospedale di Castrovillari e della Sanità del Territorio, costituito dalle Associazioni attive da molti anni in campo sanitario - AVIS, AVO, Amici del Cuore, Medici Cattolici, Associazione Famiglie Disabili e Solidarietà e Partecipazione -, esprime la propria vibrante protesta per l'iniziativa adottata dal Vertice dell'ASP di Cosenza di trasferire due Medici cubani dall'Ospedale di Castrovillari a quello di Corigliano-Rossano.

 

Ciò va contro quanto esplicitamente assicurato dal Direttore Generale Graziano, nell'ultimo incontro tenutosi presso la sede ASP, che ci ha visto presenti assieme a Sindaci del Territorio, Sindacati e all'onorevole Ferdinando Laghi.

 

Nessun Medico, ci era stato detto, verrà trasferito dall'Ospedale di Castrovillari.

 

Con questo gravissimo atto l'ASP di Cosenza si dimostra ancora una volta sorda al diritto alla salute di tutti e polarizzata invece sugli interessi di pochi.

 

Il divario nell'attribuzione dei Medici cubani, già evidente fin dall'inizio – 16 assegnati allo spoke di Corigliano-Rossano, 8 a quello di Castrovillari, malgrado la funzione fosse identica - diventa ora una voragine. A danno non solo dell'Ospedale del Pollino, ma, soprattutto delle popolazioni dell'area.

 

Come Comitato chiediamo l'immediata sostituzione dei Medici cubani con altre due unità, da destinare al Pronto Soccorso di Castrovillari, che versa in condizioni drammatiche.

 

Si tratta, in ogni caso, da parte dell'ASP, di una gestione chiaramente politica e non sanitaria del bene salute, che sta provocando sempre più sconcerto e irritazione tra la popolazione locale e sta facendo montare allarme sociale e proteste la cui responsabilità ricade interamente sulla dirigenza dell'ASP di Cosenza.

 

Il Comitato, con le Associazioni che vi afferiscono, non rimarrà certo a guardare questo doloso e inaccettabile smantellamento del diritto alla salute delle popolazioni del territorio Pollino-Esaro-Sibaritide e si riserva fin da ora ogni opportuna iniziativa per contrastare quella che considera una vera e propria reiterata aggressione al nosocomio del Pollino.