Cosenza è una realtà complessa, ma non complicata. È da questa distinzione che parte l’azione del nuovo questore Antonio Borelli, che da oggi assume la guida della Questura prendendo il posto di Giuseppe Cannizzaro, nominato Commissario straordinario del governo per le persone scomparse. Un passaggio di consegne che apre una nuova fase per la sicurezza del territorio cosentino.

Un profilo di esperienza maturato sul campo

Cinquantasette anni, Borelli arriva a Cosenza con un curriculum costruito in contesti complessi e delicati. Nel corso della sua carriera ha guidato l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Catanzaro, ha ricoperto il ruolo di questore vicario a Messina e ha poi maturato un’esperienza centrale a Roma come ispettore generale presso l’Ufficio centrale del ministero dell’Interno. Un percorso che, nelle intenzioni, sarà messo ora al servizio di una provincia articolata e variegata come quella cosentina.

Fiducia dei cittadini come leva della sicurezza

Nel suo primo incontro con i giornalisti, il nuovo questore ha chiarito il metodo che intende adottare. Analizzare la situazione reale del territorio e creare un clima di fiducia con i cittadini rappresentano, secondo Borelli, le condizioni essenziali per costruire un circuito virtuoso tra popolazione e forze dell’ordine. Quando il cittadino si rivolge con fiducia alla polizia, ha spiegato, diventa parte attiva di un sistema che consente a tutte le forze dell’ordine di lavorare meglio ed essere più efficaci.

Periferie e centro, nessuna zona va trascurata

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda l’attenzione alle periferie, che non possono essere abbandonate o considerate marginali. Allo stesso tempo, però, anche le aree centrali della città devono essere monitorate con la stessa cura. In questo quadro, Borelli ha ribadito l’importanza dell’“occhio del cittadino”, chiamato a segnalare situazioni di disagio non solo legate alla sicurezza in senso stretto, ma anche a problematiche di degrado urbano.

Il decoro urbano come strumento di prevenzione

Il questore ha richiamato un esempio concreto per spiegare il legame tra ambiente urbano e sicurezza. Un parco illuminato è uno spazio vissuto, frequentato da famiglie e cittadini, mentre un’area al buio rischia di diventare terreno fertile per comportamenti illeciti. Non si tratta, ha precisato, di responsabilità dirette delle forze di polizia, ma di fattori che incidono profondamente sulla qualità della vita e sulla prevenzione dei reati.

Droga e alcol ai minori tra le priorità

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata allo spaccio di droga e alla rivendita di alcol ai minori. Su quest’ultimo punto, Borelli ha parlato con chiarezza, ricordando che la somministrazione di alcol ai minori costituisce un reato penale. Un ambito su cui la Questura intende vigilare con decisione, anche attraverso incontri e confronti con i titolari di discoteche ed esercizi commerciali.

Protocolli e collaborazione con gli esercenti

Se necessario, ha annunciato il questore, verranno stipulati protocolli con gli esercenti per rafforzare i controlli e promuovere comportamenti responsabili. L’obiettivo dichiarato è prevenire fenomeni di rischio, tutelare i più giovani e garantire un divertimento sicuro, nel rispetto delle regole e della legalità.

Una linea chiara per il futuro

Le prime parole del nuovo questore tracciano una linea improntata al realismo e alla collaborazione. Nessun alibi legato alla complessità del territorio, ma un approccio fondato sull’analisi, sulla prevenzione e sul coinvolgimento attivo dei cittadini. Una strategia che punta a rendere Cosenza una città più sicura, partendo dalla consapevolezza che la sicurezza è una responsabilità condivisa.