turismo tropea
turismo tropea

Dopo il rallentamento registrato nei mesi scorsi a causa dell’aggravarsi delle tensioni internazionali, il turismo italiano torna a mostrare segnali di ripresa. Secondo Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, le prenotazioni, inizialmente quasi ferme soprattutto dal mercato nordamericano, hanno ricominciato a crescere dopo circa un mese dallo scoppio del conflitto. Una ripartenza prima lenta, poi sempre più vicina alla normalità, che ha permesso al settore di recuperare almeno in parte il ritardo accumulato tra febbraio e marzo. Una dinamica che riguarda anche la Calabria, dove la stagione estiva rappresenta un banco di prova decisivo per strutture ricettive, località balneari, borghi e aree interne.

La Calabria guarda a estate e autunno

Il comparto turistico calabrese può inserirsi in questo quadro di ripresa puntando sulla forza delle destinazioni costiere, sul turismo esperienziale e sulla crescita dell’interesse verso borghi, natura, enogastronomia e patrimonio culturale. Se le grandi città d’arte guardano con ottimismo ai mesi di settembre e ottobre, anche la Calabria può trarre vantaggio da una stagione più lunga, capace di andare oltre il picco di agosto. La tenuta dei mercati internazionali, in particolare quello americano, resta legata all’evoluzione dello scenario geopolitico, ma il ritorno della fiducia può favorire nuove prenotazioni anche nei mesi autunnali, soprattutto per un territorio che ha ancora margini importanti di destagionalizzazione.

Il mercato italiano sostiene il settore

Bocca sottolinea come il mercato europeo abbia reagito complessivamente bene, pur con qualche difficoltà legata alla Germania, condizionata da un contesto economico meno favorevole. Il dato più incoraggiante riguarda però il turismo interno: oltre il 90% degli italiani sceglie di trascorrere le vacanze in Italia. Un elemento particolarmente importante anche per la Calabria, che può contare su una forte domanda nazionale e sul ritorno di viaggiatori interessati a mete autentiche, mare, accoglienza e qualità della vita. Dopo la crisi del Covid, il turismo conferma ancora una volta una notevole capacità di reazione, dimostrando di essere uno dei settori più dinamici e strategici anche per l’economia calabrese.