La notte del terremoto nel giorno di San Francesco: «Il Patrono ha protetto la Calabria»
La forte scossa registrata allo scoccare del 2 giugno coincide con la ricorrenza del Breve Pontificio Lumen Calabriae. Tra paura e sollievo, centinaia di messaggi richiamano la protezione del Santo di Paola
Il 2 giugno rappresenta una data dal significato speciale per la Calabria. Oltre a coincidere con la Festa della Repubblica, ricorda infatti la proclamazione di San Francesco di Paola quale Patrono principale della regione, avvenuta il 2 giugno 1962 con il Breve Pontificio Lumen Calabriae voluto da Papa Giovanni XXIII. Un riconoscimento che sancì ufficialmente il profondo legame tra il santo paolano e il popolo calabrese, che da secoli ne invoca la protezione nei momenti più difficili. A distanza di sessantaquattro anni da quella proclamazione, la ricorrenza del Patrono è tornata al centro dell'attenzione in una notte che la Calabria difficilmente dimenticherà.
La scossa nella notte: paura in tutta la regione
Pochi minuti dopo la mezzanotte, alle 00:12 del 2 giugno, una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito il Tirreno cosentino, con epicentro al largo della costa compresa tra Paola e Amantea. Il sisma è stato avvertito distintamente in tutta la Calabria, ma anche in Sicilia, Basilicata, Puglia e Campania, svegliando migliaia di persone nel cuore della notte. Per lunghi minuti la paura ha avuto il sopravvento: molte famiglie sono scese in strada, mentre i centralini dei vigili del fuoco e della Protezione Civile sono stati tempestati di chiamate. Considerata la magnitudo dell'evento, il rischio di conseguenze gravissime appariva concreto. Tuttavia, grazie alla notevole profondità dell'ipocentro, circa 250 chilometri sotto il livello del mare, l'energia del terremoto si è dispersa in profondità, evitando danni significativi a persone e cose. Un esito che gli esperti attribuiscono alle particolari caratteristiche geologiche dell'evento sismico.
"La mano del Santo sulla Calabria": il sentimento dei social
Nelle ore immediatamente successive alla scossa, i social network si sono riempiti di testimonianze, racconti e messaggi di gratitudine. Accanto alla comprensibile paura per uno dei terremoti più forti avvertiti negli ultimi anni nel Mezzogiorno, sono comparsi centinaia di riferimenti a San Francesco di Paola. Molti utenti hanno sottolineato la straordinaria coincidenza tra il terremoto e la ricorrenza del Patrono della Calabria, interpretando il mancato verificarsi di una tragedia come un segno della sua protezione. Espressioni come "la mano del Santo", "San Francesco ha protetto la sua gente" e "un miracolo nel giorno del Patrono" hanno accompagnato migliaia di commenti e condivisioni. Al di là delle interpretazioni religiose, resta il dato oggettivo di una notte che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che invece si è conclusa senza vittime e senza danni rilevanti. Una circostanza che, per molti calabresi, ha rafforzato ancora di più quel legame spirituale con il santo di Paola che il 2 giugno 1962 venne proclamato ufficialmente "Luce della Calabria" e Patrono della regione.