Francesco Cannizzaro
Francesco Cannizzaro

Il neo sindaco reggino ospite a “Un Giorno da Pecora” tra politica, ironia e riferimenti alla Madonna della Consolazione. “Reggio ha bisogno dell’aiuto di tutti”

I rapporti con Meloni, Tajani e il “laboratorio politico” reggino

Il neo sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, intervenuto a “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1, ha parlato dei primi contatti politici dopo la vittoria elettorale. Cannizzaro ha spiegato di non avere ancora sentito il premier Giorgia Meloni, ma di essere convinto che il confronto arriverà nelle prossime ore.

Diverso invece il rapporto con Antonio Tajani, che lo avrebbe contattato più volte anche nella mattinata successiva all’elezione. Nel corso dell’intervista il sindaco ha sottolineato anche il sostegno ricevuto da Azione e dal mondo civico, definendo la coalizione costruita a Reggio Calabria “un possibile laboratorio politico nazionale”.

La Madonna della Consolazione e il “risorgimento” di Reggio

Cannizzaro ha poi affrontato il tema delle polemiche nate durante la campagna elettorale per il riferimento alla Madonna della Consolazione nel corso di un comizio. Il sindaco ha ribadito di avere semplicemente invocato la patrona della città come simbolo di unità per tutta la comunità reggina.

“Reggio deve risorgere”, ha dichiarato, spiegando che il rilancio della città richiederà il contributo delle istituzioni, della politica e dei cittadini. Da credente, ha aggiunto, continuerà ad affidare questo percorso anche alla protezione della Madonna della Consolazione, sottolineando come il riferimento religioso sia stato interpretato in modo eccessivamente polemico a livello nazionale.

Tra ironia, profumi al bergamotto e battute radiofoniche

Nel corso della trasmissione non sono mancati momenti più leggeri e ironici. Cannizzaro ha parlato del soprannome “Profumo”, legato alla sua passione per le fragranze al bergamotto, simbolo identitario della città di Reggio Calabria.

Il neo sindaco ha anche scherzato sulle polemiche nate per un congiuntivo sbagliato pronunciato durante un comizio, respingendo con ironia il paragone con Cetto La Qualunque. Infine ha raccontato una promessa fatta alla madre durante la campagna elettorale: quella di andare a pranzo da lei tutti i giorni dopo l’eventuale elezione, ammettendo però che gli impegni da sindaco potrebbero rendere difficile mantenere il proposito.