Nel territorio di Palizzi, a 673 metri d’altitudine, un piccolo centro dell’area grecanica custodisce panorami, antiche pietre e memorie religiose. Anche Edward Lear rimase conquistato dalla bellezza di questi luoghi

Un piccolo borgo sospeso tra montagna e mare

Bisogna allontanarsi dalla costa e salire verso l’Aspromonte per incontrare una Calabria che sembra appartenere a un altro tempo. Pietrapennata, frazione di Palizzi, sorge a 673 metri sul livello del mare, in una delle zone più appartate dell’area grecanica reggina. Qui le case si raccolgono tra rilievi, boschi e rocce, mentre lo sguardo, nei punti più aperti, riesce a spingersi verso lo Ionio. Non è un paese costruito attorno al turismo e proprio questa caratteristica ne conserva il fascino. Pietrapennata rimane un luogo di dimensioni ridotte, nel quale la natura domina ancora il paesaggio e l’isolamento che per lungo tempo ha rappresentato una difficoltà è diventato uno dei suoi elementi più suggestivi. Anche il viaggiatore e paesaggista inglese Edward Lear, che attraversò la Calabria nel 1847, rimase colpito dagli scenari che circondano il borgo, descrivendo l’ampiezza dei boschi, le profonde spaccature della montagna e il mare visibile all’orizzonte.

Santa Maria dell’Alica e le tracce di una storia antica

Pietrapennata non conquista soltanto per il paesaggio. Poco distante dall’abitato si trovano i resti della chiesa di Santa Maria dell’Alica, testimonianza di un patrimonio religioso profondamente legato alla storia di questa parte dell’Aspromonte. Alla Madonna dell’Alica è collegata anche una preziosa statua marmorea attribuita ad Antonello Gagini e datata ai primi anni del Cinquecento, custodita nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo. La devozione rimane uno degli elementi più identitari della comunità e la Madonna viene tradizionalmente festeggiata l’8 maggio. Sono tracce che raccontano come anche un centro oggi marginale fosse inserito in percorsi culturali e religiosi molto più ampi, capaci di collegare la Calabria con la Sicilia e con le grandi correnti artistiche del Rinascimento meridionale. Camminare tra queste montagne significa quindi incontrare non soltanto natura, ma ciò che resta di una storia fatta di comunità, fede, spostamenti e antichi collegamenti tra piccoli centri.

Sulle orme di Edward Lear, lontano dal turismo di massa

Pietrapennata è anche una tappa del Sentiero dell’Inglese, il cammino nato sulle tracce del viaggio compiuto da Edward Lear nella Calabria greca. Il borgo rappresenta l’arrivo della sesta tappa, che parte da Palizzi Superiore e si sviluppa per circa 12 chilometri, e il punto di partenza della successiva verso Staiti, attraverso Monte Cerasia. Non è però una destinazione da affrontare con la logica del turismo organizzato: nel borgo i servizi sono limitati e proprio questa essenzialità contribuisce a definirne il carattere.

Pietrapennata appartiene a quella Calabria che difficilmente finisce nelle cartoline più diffuse, ma che conserva intatto il rapporto tra paesaggio e comunità. Non offre monumenti spettacolari a ogni angolo né attrazioni costruite per richiamare visitatori. Offre invece rocce, boschi, silenzi, vecchie case e panorami che improvvisamente si aprono verso il mare. Ed è forse proprio questo il suo valore: ricordare che alcune delle località più belle della regione sono ancora quelle che bisogna andare a cercare.