Emergenza 118 nel Vibonese, il Pd Calabria: «Organizzazione fallimentare e sistema in grave precarietà»
I dem contestano il ricorso alle prestazioni aggiuntive per coprire circa 200 turni infermieristici e chiedono una riorganizzazione su base provinciale della rete ospedaliera, territoriale e dell’emergenza-urgenza
«L’attuale organizzazione del 118 in Calabria è un fallimento assoluto». È la dura presa di posizione del Partito Democratico calabrese dopo il recente provvedimento di Azienda Zero disposto per fronteggiare la carenza di infermieri nelle postazioni del servizio di emergenza-urgenza della provincia di Vibo Valentia.
Secondo i dem, il ricorso alle prestazioni infermieristiche aggiuntive per garantire la copertura di circa 200 turni rappresenta la prova di una programmazione insufficiente e di un sistema ormai in condizioni di estrema precarietà.
«Se di un servizio essenziale si punta a garantire la continuità soltanto con il ricorso straordinario al personale già in servizio, vuol dire che la programmazione ha prodotto un risultato insufficiente», afferma il Pd Calabria.
Trasferimenti e carenze negli ospedali periferici
Il partito richiama anche le difficoltà vissute dai pazienti del Vibonese, spesso costretti a trasferimenti tra strutture diverse a causa della mancanza di servizi, specialisti e posti letto adeguati negli ospedali periferici.
Una situazione che, secondo il Pd, pesa in modo ancora più grave sui territori montani e sulle aree interne, dove distanze, viabilità e tempi di percorrenza rendono più complesso l’accesso alle cure.
Il Comitato civico di Serra San Bruno, ricordano i dem, denuncia da tempo l’assenza delle garanzie minime che il Servizio sanitario dovrebbe assicurare a tutti i cittadini.
La richiesta di una riorganizzazione provinciale
Per il Pd Calabria, il caso del Vibonese conferma la necessità di una profonda riorganizzazione della rete ospedaliera, dei servizi territoriali e dello stesso sistema di emergenza-urgenza.
La pianificazione, sostengono i democratici, dovrebbe essere costruita su base provinciale e tenere conto delle caratteristiche specifiche dei territori, delle distanze, delle condizioni della viabilità e della presenza di zone montane e disagiate.
L’obiettivo dovrebbe essere garantire postazioni adeguate, personale sufficiente e tempi di intervento compatibili con il diritto dei cittadini a ricevere soccorsi tempestivi.
Le critiche al presidente Occhiuto
Nel mirino del Pd finisce anche il presidente della Regione e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto.
Secondo il partito, il governatore continuerebbe a ignorare le criticità denunciate da amministratori locali, operatori sanitari, sindacati e associazioni civiche.
I dem richiamano inoltre il forte appello della Chiesa sulla necessità di tutelare il diritto alla salute delle comunità più isolate, chiedendo alla Regione di superare la gestione emergenziale e affrontare in modo strutturale le carenze del sistema.
Irto: «Il Governo non volti le spalle alla Calabria»
Sulla vicenda interviene anche Nicola Irto, senatore e segretario regionale del Partito Democratico.
«In Parlamento stiamo svolgendo un lavoro costante per potenziare la sanità nelle aree montane, interne e disagiate, in cui il diritto alla salute è gravemente compresso», dichiara.
Irto conclude chiedendo un intervento diretto dell’esecutivo nazionale: «Il Governo non può più voltare le spalle alla Calabria, alle zone montane e alle aree interne».