La Procura di Crotone
La Procura di Crotone

I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, con un imponente dispositivo di circa 80 militari e su disposizione della Procura, hanno eseguito nelle prime ore della mattina 16 perquisizioni, anche informatiche. Le attività hanno riguardato enti locali, tra cui la Provincia e il Comune di Crotone, studi professionali e abitazioni private. Contestualmente, sono stati notificati 20 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati.

Appalti pilotati e fondi pubblici distratti

Le indagini hanno portato alla luce un articolato sistema di affidamenti illeciti di appalti, con un drenaggio di denaro pubblico stimato in circa 400.000 euro. Le somme sarebbero confluite sia sui conti personali di un funzionario pubblico sia nelle disponibilità dei professionisti coinvolti. Secondo quanto emerso, il gruppo operava da anni in modo organizzato, pilotando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali in violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e rotazione previsti dalla normativa. Agli indagati vengono contestati reati gravi, tra cui corruzione, falso ideologico, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Sequestri e sviluppo delle indagini

Nel corso dell’operazione, la Guardia di Finanza ha eseguito anche un sequestro preventivo d’urgenza che ha riguardato cinque società (di cui due con sede in Emilia-Romagna), immobili, disponibilità finanziarie e autoveicoli. Le indagini hanno inoltre evidenziato come parte dei fondi sottratti venisse utilizzata per spese personali, tra cui viaggi, assicurazioni e acquisti vari, mentre il resto veniva suddiviso tra i soggetti coinvolti attraverso fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma l’impegno delle Fiamme Gialle e della Procura di Crotone nel contrasto alla corruzione, a tutela della legalità e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

Ingagato l'ex vicepresidente

Al centro dell'inchiesta - denominata "Teorema" - condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura Fabio Manica, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente. Per Manica e altri quattro indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari. Secondo l'accusa, Manica e altri indagati, avrebbero affidato appalti sotto soglia legati all'edilizia scolastica a professionisti amici che poi versavano una parte del compenso ricevuto per i lavori, sul conto di una società formalmente intestata ad un'altra persone ma della quale, secondo gli inquirenti, Manica era socio occulto. Il denaro finiva poi su una carta di credito che sarebbe stata utilizzata dal politico. Attraverso una triangolazione finanziaria, i fondi venivano trasferiti a una società di consulenza creata appositamente dal gruppo, giustificando i movimenti con fatture per operazioni inesistenti.