Crati in piena: Sibari e la Valle travolte dal fango, scatta lo stato di emergenza
Il sindaco Iacobini chiede interventi urgenti dopo l’esondazione del 13 febbraio; la Regione Calabria dichiara lo stato di calamità per l’agricoltura
L'ondata di maltempo che ha flagellato la Valle del Crati ha lasciato dietro di sé uno scenario critico. In seguito alla drammatica esondazione del fiume avvenuta ieri, 13 febbraio 2026, l’Amministrazione comunale di Cassano all’Ionio, guidata dal sindaco Gianpaolo Iacobini, ha formalizzato la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza. La situazione ha trovato immediata eco in Cittadella: la Giunta regionale, su impulso del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore Gianluca Gallo, ha già proclamato lo stato di emergenza nazionale e lo stato di calamità per il comparto agricolo, riconoscendo l'eccezionalità di un evento che ha messo in ginocchio il territorio.
I numeri del disastro: fiumi oltre i livelli di guardia
Il monitoraggio idrometrico ha restituito dati allarmanti: il livello del Crati ha raggiunto il picco di 5,49 metri. Una massa d'acqua tale da travolgere gli argini naturali nel tratto compreso tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio. Le aree golenali sono state interamente sommerse, con ripercussioni pesantissime sulle contrade di Lattughelle, Piano Scafo e Casa Bianca (nota come Laghi di Sibari), spingendosi fino a minacciare seriamente l’area archeologica di Sibari.
Argini compromessi e criticità alla foce
I sopralluoghi tecnici, condotti in sinergia con la Protezione Civile Regionale e il Consorzio di Bonifica, hanno evidenziato falle strutturali preoccupanti. Sono state rilevate almeno tre rotture arginali in contrada Lattughelle e una in contrada Casone. A peggiorare il deflusso delle acque contribuisce la situazione alla foce del Crati, che risulta parzialmente ostruita, rendendo ancora più complesso il drenaggio dei terreni allagati.
Macchina dei soccorsi e messa in sicurezza
L'amministrazione comunale si era mossa d'anticipo attivando il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) già nei giorni precedenti, seguendo le allerta del Dipartimento regionale. Nonostante la prevenzione, la violenza dell'esondazione ha reso necessarie evacuazioni d'urgenza per alcuni residenti per garantire l'incolumità pubblica. I danni a civili abitazioni, infrastrutture e aziende agricole sono ingenti.
Richiesta di fondi e ristori per il territorio
Con una delibera di Giunta immediata, il Comune ha trasmesso alle autorità nazionali e regionali un atto d’indirizzo per ottenere poteri e mezzi speciali. L’obiettivo è duplice: Interventi strutturali: Ripristinare gli argini e mettere in sicurezza il bacino idrografico; Sostegno economico: Avviare celermente le procedure di ristoro per cittadini e imprese agricole travolte dal fango. L'Amministrazione Iacobini resta in costante coordinamento con gli enti preposti, monitorando l'evoluzione dei livelli idrometrici e garantendo assistenza continua alla popolazione colpita.