Negli ultimi due giorni i Carabinieri del Reparto Territoriale hanno eseguito due arresti per fatti riconducibili a episodi di violenza di genere consumati in ambito familiare. Le attività sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore capo Alessandro D’Alessio.

I due uomini arrestati, rispettivamente di 40 e 50 anni, sono ritenuti gravemente indiziati, il primo del reato di maltrattamenti in famiglia, il secondo di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Il caso del convivente violento e il tentativo di incendio

Il primo arresto riguarda una situazione di convivenza segnata da continue liti, minacce e intimidazioni. La vittima, esasperata, ha chiesto l’intervento dei militari dopo che il convivente aveva tentato di incendiare la sua auto. All’arrivo dei Carabinieri, l’uomo ha reagito con violenza, arrivando a scagliarsi contro il caposervizio e cercando di sottrargli l’arma d’ordinanza. Dopo una colluttazione è stato bloccato e arrestato.

L’inseguimento con il coltello davanti ai figli

Il secondo intervento è scaturito da più segnalazioni giunte alla centrale operativa. Un uomo stava inseguendo la moglie con un grosso coltello da cucina, mettendone a rischio l’incolumità. Nonostante fosse stato disarmato da un parente, i militari della Sezione Radiomobile hanno dovuto faticosamente contenerne la furia, proseguita anche alla presenza dei figli minorenni.

Il carcere e il segnale delle istituzioni

Entrambi gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Castrovillari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli interventi confermano la diffusione del fenomeno della violenza contro le persone vulnerabili, ma anche la costante azione di tutela messa in campo dalle istituzioni.