Cosenza difende la cultura e il valore del bello: “Il Museo Bilotti è parte dell’identità cittadina”
Il sindaco Franz Caruso sostiene l’appello di Roberto Bilotti contro il rischio che le opere d’arte lascino l’Italia.

La cultura non è soltanto conservazione del passato, ma capacità di costruire un’identità collettiva, educare alla bellezza e rendere l’arte parte della vita quotidiana. È lungo questa direttrice che Cosenza ha tracciato da tempo il proprio percorso, facendo del Museo all’Aperto Bilotti uno dei simboli più riconoscibili della sua visione culturale.
Il MAB, un patrimonio che appartiene alla città
Il MAB, nato grazie alle donazioni della famiglia Bilotti, ha trasformato Corso Mazzini in uno spazio espositivo a cielo aperto, dove le opere dei grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea incontrano cittadini, visitatori e passanti. Un museo senza pareti, capace di avvicinare l’arte alle persone e di contribuire a definire il volto della città. Un patrimonio che oggi non rappresenta soltanto un valore artistico, ma anche un investimento culturale e identitario costruito nel tempo attraverso la collaborazione tra istituzioni e mecenati. Proprio per questo, la tutela delle opere e la possibilità di continuare ad arricchire le collezioni pubbliche diventano questioni che riguardano direttamente il futuro dei territori.
Caruso al fianco di Bilotti: sostenere il mecenatismo per difendere l’arte
È in questo contesto che si inserisce la posizione del sindaco Franz Caruso, intervenuto a sostegno dell’allarme lanciato da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona sul rischio che importanti opere della collezione di famiglia, destinate ai musei italiani, possano essere trasferite all’estero a seguito della cancellazione delle agevolazioni fiscali per le donazioni d’arte. Caruso richiama il valore del contributo offerto negli anni da Carlo ed Enzo Bilotti e del lavoro portato avanti oggi da Roberto Bilotti, sottolineando come il mecenatismo abbia consentito a numerose città di custodire capolavori che difficilmente sarebbero entrati a far parte del patrimonio pubblico senza la generosità dei privati. La questione, dunque, supera i confini della singola vicenda e investe il rapporto tra politiche fiscali, tutela artistica e interesse collettivo. Disincentivare le donazioni rischia di indebolire un modello nel quale la sensibilità dei collezionisti contribuisce concretamente alla crescita culturale delle comunità. Per Cosenza, la posta in gioco è particolarmente significativa. Il percorso del MAB, infatti, non si è esaurito con le opere già presenti: la prospettiva di nuove acquisizioni, tra cui le tre sculture cubiste di Gino Severini destinate a piazza Bilotti, testimonia la volontà di proseguire un progetto che ha ancora margini importanti di sviluppo.