Bandiere Blu 2026, la Calabria conquista il podio nazionale e raggiunge la Puglia
La regione sale a 27 riconoscimenti assegnati dalla FEE. Daffinà evidenzia il ruolo decisivo della depurazione e del miglioramento dei servizi ambientali
La Calabria torna protagonista nel panorama turistico nazionale grazie al risultato ottenuto con le Bandiere Blu 2026. La regione raggiunge quota 27 riconoscimenti assegnati dalla Foundation for Environmental Education, agganciando la Puglia al secondo posto della classifica nazionale e posizionandosi alle spalle della sola Liguria, che guida con 35 località premiate.
A commentare il risultato è stato il subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà, che ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti il segnale concreto di una crescita diffusa dell’intero territorio regionale. Mare pulito, qualità dei servizi, gestione dei rifiuti, sostenibilità ambientale e funzionalità degli impianti di depurazione sono stati alcuni dei parametri che hanno consentito alla Calabria di ottenere il prestigioso traguardo.
Secondo Daffinà, il dato assume ancora maggiore valore considerando che già nel 2025 erano state premiate 23 località, a conferma di un percorso di miglioramento costante che sta interessando tutta la fascia costiera calabrese, dal Tirreno allo Ionio.
Nuove località premiate tra Tirreno e Ionio
Tra le novità dell’edizione 2026 figurano anche le nuove Bandiere Blu assegnate ai Comuni di Falerna, Amendolara, Montegiordano e Locri. Un risultato che, secondo il subcommissario, dimostra come la crescita riguardi in maniera omogenea l’intera Calabria, valorizzando territori diversi ma accomunati da un percorso di miglioramento ambientale e turistico.
Il riconoscimento della FEE viene attribuito sulla base di 33 criteri che comprendono qualità delle acque, gestione del territorio, raccolta dei rifiuti, accessibilità, valorizzazione naturalistica e servizi dedicati ai turisti. Indicatori che negli ultimi anni hanno spinto molte amministrazioni comunali ad avviare interventi mirati per elevare gli standard ambientali e migliorare l’accoglienza.
Per una regione che vanta circa 800 chilometri di costa, il risultato viene letto come una significativa inversione di tendenza rispetto al passato, quando la Calabria faticava a competere con altre realtà italiane sul piano della qualità dei servizi balneari.
Depurazione e investimenti al centro della crescita
Particolare attenzione viene riservata al lavoro svolto sul fronte della depurazione, considerato uno degli aspetti decisivi per il raggiungimento del traguardo. Daffinà ha evidenziato il ruolo svolto nel triennio dalla struttura commissariale guidata dal commissario nazionale Fabio Fatuzzo, grazie a interventi di collettamento, adeguamento e progettazione di impianti attesi da anni in numerosi territori.
Secondo il subcommissario, il miglioramento della funzionalità degli impianti depurativi rappresenta una base fondamentale per consolidare la crescita turistica della Calabria e rafforzare l’immagine della regione come destinazione balneare di qualità.
L’obiettivo, conclude Daffinà, è continuare a investire nella tutela ambientale e nella qualità dei servizi per sostenere il turismo, settore strategico per l’economia regionale e strettamente legato alla valorizzazione delle coste e delle risorse naturali del territorio calabrese.
“Mare pulito, più servizi, migliore gestione dei rifiuti, funzionalità degli impianti di depurazione: sono solo alcuni degli indicatori che permettono alla Calabria di tornare a sorridere sotto il profilo prettamente turistico. Ben 27 bandiere blu permettono, infatti, alla nostra regione di agganciare la Puglia, al secondo posto nazionale, alle spalle soltanto della Liguria, neanche troppo distante, con 35”. E’ quanto sostiene il subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà, commentando il dato davvero lusinghiero riconosciuto al nostro territorio, dalla Foundation for Environmental Education (FEE), incaricata di assegnare ogni anno il riconoscimento alle località costiere premiate per qualità delle acque, sostenibilità ambientale, servizi e gestione del territorio, concede alla nostra terra. “Guardando con attenzione anche ai Comuni che costituiscono le new entry, nella speciale graduatoria, ovvero Falerna, Amendolara, Montegiordano e Locri –sottolinea Daffinà – è peraltro ben comprensibile come il miglioramento interessi da nord a sud, dal Tirreno allo Jonio, ogni angolo di paradiso, di cui madre natura ha dotato la Punta dello Stivale. Già 23 località erano state premiate nel 2025, a testimonianza di una significativa crescita, in linea con l’inversione di rotta impressa dall’amministrazione regionale e dagli uffici della Cittadella che hanno saputo far risalire la china ad una terra che, pur avendo 800 chilometri di costa, per anni si è vista scavalcata da altre regioni”.
Oggi, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Tanto più se si pensa che il riconoscimento è giunto grazie al rispetto di ben 33 criteri, individuati dall’apposito programma che hanno nel tempo spinto le amministrazioni locali a impegnarsi per risolvere e migliorare nel tempo, tutte le criticità relative alla gestione del territorio al fine di una attenta salvaguardia dell’ambiente. “La soddisfazione è doppia per i tecnici e gli amministratori della nostra Regione – rimarca Daffinà - se si guarda agli indicatori considerati dall’ FEE, per consentire alla Calabria di entrare nell’elite delle regioni balneari. Tra questi, oltre che la gestione dei rifiuti, l’accessibilità, la valorizzazione delle aree naturalistiche e le iniziative prodotte dai Comuni nel periodo estivo, figura anche l’esistenza ed il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, aspetto centrale per fornire a questo lembo di terra di salire sul podio delle regioni più apprezzate e funzionali”.
In tal senso, “siamo certi che il lavoro effettuato nel triennio che ormai volge al termine, di concerto con il commissario nazionale Fabio Fatuzzo, costituisca una solida base per consentire a tanti Comuni balneari e non, di venir fuori dall’empasse. Siamo riusciti, infatti, con il supporto di una struttura di tecnici di straordinario livello, ad avviare, portare avanti e concludere diverse opere di collettamento, adeguamento ed, in qualche caso, addirittura di progettazione, su territori che attendevano da lustri la possibilità di una svolta, sul fronte depurativo, con l’auspicio di una ricaduta – conclude il subcommissario alla depurazione - anche e soprattutto sul turismo balneare che, come noto, costituisce la principale risorsa di una regione con precise caratteristiche geomorfologiche”.