Le elezioni di Cosenza diventano sempre più un vortice nel quale, vuoi o non vuoi, ogni discorso politico sulla città viene risucchiato senza mezzi termini. E a rafforzare questo vortice sono state, nelle ultime settimane, le diatribe interne al centrosinistra: da una parte le divisioni nel Partito Democratico, dall’altra gli attacchi arrivati dalla stessa area politica con obiettivo principale il sindaco Franz Caruso e una gestione amministrativa giudicata da alcuni settori del centrosinistra insufficiente.

Il paradosso del Centrosinistra

Il paradosso è proprio questo: più che una discussione accesa fra due schieramenti contrapposti, il centrosinistra sembra scegliere di essere vittima e carnefice della propria stessa coalizione. Una dinamica che finisce inevitabilmente per spostare l’attenzione sulle fragilità interne, mentre il centrodestra osserva e cerca di capire quale sarà la propria direzione.

Il Centrodestra prepara l’attacco  

Sonnecchia? Attende? Pondera? Probabilmente fa tutte e tre le cose insieme. Perché più che un attacco frontale all’avversario, il centrodestra sembra oggi impegnato a guardare in casa propria, alla ricerca del profilo al quale affidare la partita delle prossime elezioni.

Alla ricerca di una guida riconoscibile

E qui si apre il vero nodo politico. Una coalizione che vuole presentarsi competitiva ha bisogno di una guida riconoscibile, di un nome capace di tenere insieme sensibilità diverse e, soprattutto, di costruire attorno a sé una proposta credibile per la città. Il problema, dunque, non sembra essere quello della quantità delle candidature possibili, ma della capacità di individuare quella giusta.

Negli ambienti del centrodestra, in queste settimane, sono circolate diverse ipotesi. Tra queste anche quella di Natale Mazzuca, già presidente degli industriali calabresi e attuale vicepresidente nazionale di Confindustria. Un profilo che, per esperienza e conoscenza del tessuto economico e produttivo, potrebbe rappresentare una candidatura di spessore e che, secondo le indiscrezioni, incontrerebbe l’interesse di una parte della classe dirigente del centrodestra.

Ipotesi di leadership  

Ma sul tavolo restano anche altri nomi. Tra le ipotesi circolate figurano quelle dell’imprenditore Sergio Mazzuca e del vicepresidente del Consiglio regionale Pierluigi Caputo, esponente di Forza Italia. Si tratta, al momento, di suggestioni e indiscrezioni, perché il quadro politico è ancora in movimento e le urne non sono certamente dietro l’angolo.

Il punto, però, è proprio questo: la partita di Cosenza è già iniziata sul piano politico, anche se non ancora su quello elettorale. I movimenti interni ai partiti, le tensioni nelle coalizioni e la ricerca dei possibili candidati raccontano una fase nella quale gli schieramenti stanno cercando di capire quale strategia adottare.

Anche Fratelli d’Italia sembra muoversi in questa direzione. Dopo il congresso provinciale che ha portato all’elezione di Nicola Caruso alla guida del partito, il movimento è impegnato nell’organizzazione di una serie di appuntamenti itineranti sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare il radicamento nelle realtà locali.

Lo scenario presente e futuro

È una fase ancora interlocutoria, ma politicamente significativa. Il centrosinistra dovrà fare i conti con le proprie divisioni e con il giudizio sull’amministrazione uscente; il centrodestra, invece, dovrà dimostrare di essere in grado di trasformare la ricerca di un nome in una vera proposta politica.

Perché a Cosenza, prima ancora dei candidati, si comincia a giocare una partita più ampia: quella sulla capacità delle coalizioni di presentarsi alla città con una leadership riconoscibile, una visione e un progetto. E, in questa fase, nessuno dei due schieramenti può permettersi di considerare la partita già scritta.