Morte Sommario, Tridico: «Non è una fatalità, ma una responsabilità politica gravissima»
Tridico parla di una sanità fatta di annunci e propaganda, citando il caso dell’ambulanza h24 a Longobucco, garantita dall’Asp di Cosenza solo per poche settimane
Le morti di Serafino Congi e di Tonino Sommario tornano al centro del dibattito sulla sanità calabrese. A Longobucco, territorio interno e montano, raggiungere l’ospedale di Rossano significa affrontare quasi un’ora di strada. Un percorso che, in assenza di un sistema di emergenza realmente operativo, può trasformarsi in una corsa contro il tempo persa in partenza.
L’assenza di servizi essenziali
Secondo l’europarlamentare Pasquale Tridico, non si tratta di fatalità ma di responsabilità politiche precise. A Longobucco la presenza di un’ambulanza h24 sarebbe stata garantita dall’Asp di Cosenza solo per poche settimane, senza una reale continuità operativa. Un intervento definito formale, aggravato da un contesto già segnato da isolamento infrastrutturale e servizi carenti.
Un sistema sanitario sotto pressione
Il quadro delineato parla di pronto soccorso al collasso, reparti chiusi, carenza cronica di personale, liste d’attesa interminabili ed emergenza-urgenza progressivamente indebolita. Episodi che, secondo Tridico, non sono isolati ma parte di una criticità sistemica che colpisce soprattutto le aree interne.
Le responsabilità politiche
Nel mirino finisce anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, chiamato a rispondere dopo anni di gestione e controllo della sanità regionale. Tridico sostiene che il diritto alla salute in Calabria non sia uguale per tutti e chiede scelte immediate: ambulanze, personale sanitario e presìdi territoriali funzionanti, oltre a un piano straordinario di reclutamento per riportare medici e infermieri in regione.