Lavoro, via libera al decreto su salario giusto e incentivi per il Sud
Un miliardo di euro per occupazione stabile e contrasto al lavoro povero. Rafforzate le misure nella ZES Unica Mezzogiorno
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto-legge in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale. Un provvedimento che, secondo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, il calabrese Luigi Sbarra, rappresenta un passo avanti nella tutela della dignità dei lavoratori e nel rafforzamento della competitività del sistema produttivo nazionale.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di rilancio del Mezzogiorno, con l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e favorire un’occupazione stabile e di qualità.
Risorse e incentivi per l’occupazione stabile
Il decreto prevede uno stanziamento complessivo di circa un miliardo di euro e rafforza gli strumenti a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, con particolare attenzione alle aree della ZES Unica Mezzogiorno.
Viene potenziato e prorogato per tutto il 2026 il sistema di esoneri contributivi destinato a incentivare nuove assunzioni. In questo contesto, cresce il contributo mensile per l’occupazione femminile nelle regioni della ZES, mentre restano rafforzati anche gli incentivi per i giovani under 35.
Sostegno mirato per giovani, donne e lavoratori
Il provvedimento introduce un rafforzamento delle politiche attive per l’occupazione, con un’attenzione specifica alle categorie più esposte alle difficoltà del mercato del lavoro.
Per i lavoratori over 35 è prevista la conferma del bonus occupazionale dedicato all’area ZES, che consente un esonero contributivo fino al 100% dei contributi previdenziali entro un tetto mensile, per un periodo massimo di due anni.
Il principio del salario giusto e la lotta ai contratti pirata
Tra gli elementi centrali del decreto vi è l’introduzione del principio del “salario giusto”, individuato nei trattamenti economici stabiliti dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Gli incentivi saranno riconosciuti esclusivamente alle imprese che applicano tali contratti, con l’obiettivo di rafforzare la contrattazione collettiva di qualità e contrastare il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata, spesso utilizzati per ridurre il costo del lavoro a discapito dei diritti dei lavoratori.
Una strategia per crescita e giustizia sociale
Secondo il Sottosegretario Sbarra, le misure si inseriscono in un disegno complessivo che punta a rendere il mercato del lavoro più moderno ed equilibrato, capace di coniugare crescita economica e giustizia sociale.
Il decreto rappresenta dunque un ulteriore tassello nella politica del Governo guidato da Giorgia Meloni, orientata a sostenere il lavoro regolare, attrarre investimenti e valorizzare il potenziale produttivo delle aree del Mezzogiorno.