Caro carburanti, Tridico: «Tassare gli extraprofitti per aiutare imprese e famiglie»
L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle interviene sulle proteste di agricoltori, allevatori e autotrasportatori in Calabria e rilancia la proposta di un prelievo sui maggiori profitti delle compagnie energetiche. Critiche anche al Governo e al preside

Le proteste contro il caro carburante che da giorni interessano diverse aree della Calabria diventano terreno di confronto politico nazionale ed europeo. A intervenire è Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 Stelle e capodelegazione del partito a Bruxelles, che esprime solidarietà ad agricoltori, allevatori e autotrasportatori e chiede una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. I presidi restano attivi tra Davoli, Firmo e Spezzano, mentre gli organizzatori hanno annunciato una manifestazione davanti alla Cittadella regionale e, per il 10 ottobre, una mobilitazione nazionale a Cosenza. «Le immagini di una Calabria in ginocchio, con agricoltori, allevatori e autotrasportatori in strada da giorni contro il caro carburante, dovrebbero scuotere le coscienze e interpellare la politica», afferma Tridico. L’eurodeputato richiama anche la testimonianza raccolta dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, secondo cui un autotrasportatore impegnato nella protesta avrebbe denunciato una maggiore spesa per carburante di 62 mila euro rispetto al 2025.
La proposta: tassare i maggiori profitti dell’energia
Il punto centrale dell’intervento di Tridico riguarda la tassazione degli extraprofitti energetici. Ad aprile il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, insieme ai ministri competenti di Germania, Spagna, Austria e Portogallo, aveva chiesto alla Commissione europea una soluzione comune per tassare i maggiori profitti delle società energetiche generati dalla crisi dei prezzi. La Commissione europea ha successivamente chiarito che gli Stati membri possono adottare autonomamente misure nazionali di tassazione dei cosiddetti windfall profits, impegnandosi a valutarne gli effetti sul mercato unico. Una posizione sulla quale all’interno del Governo italiano esistono però sensibilità differenti. Il leader di Forza Italia e vicepremier Antonio Tajani ha più volte espresso la propria contrarietà a una tassa sugli extraprofitti e, a fine settembre, ha rivendicato il ruolo del suo partito nell’aver evitato il prelievo, affermando che gli extraprofitti «non esistono né nel diritto né nell’economia».
T&E stima 7,5 miliardi di extraprofitti nel primo semestre
Tridico richiama, a sostegno della propria posizione, i dati elaborati da Transport & Environment. Secondo l’organizzazione, otto grandi gruppi petroliferi – tra cui Shell, BP, TotalEnergies ed Eni – avrebbero realizzato nell’Unione europea circa 7,5 miliardi di euro di profitti aggiuntivi nel primo semestre del 2026 rispetto agli stessi trimestri dell’anno precedente. Di questi, circa 1,6 miliardi sarebbero riconducibili al primo trimestre e 5,9 miliardi al secondo. T&E definisce questi valori come “excess profits” sulla base dell’incremento dell’utile netto rettificato rispetto agli stessi periodi del 2025.
Il price cap Eni e lo sconto per agricoltura e pesca
Nel frattempo Eni ha introdotto un tetto volontario sui carburanti commercializzati dalla rete Enilive: 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, con una riduzione indicativa di circa 17 centesimi rispetto ai livelli medi precedenti. Il provvedimento è partito il 28 settembre per una durata iniziale di trenta giorni, con possibilità di proroga. Secondo Equita, l’impatto economico dell’operazione per Eni potrebbe aggirarsi tra 85 e 100 milioni di euro per un mese, a fronte di utili attesi nell’ordine dei 10 miliardi nel 2026. Gli analisti hanno anche osservato che l’iniziativa potrebbe ridurre il rischio di un intervento fiscale sugli extraprofitti. Tridico giudica insufficiente anche lo sconto del 20% al netto dell’Iva introdotto dal 2 ottobre per gli attuali clienti Enilive che acquistano carburanti per uso agricolo e motopesca. La misura resterà in vigore fino al 31 ottobre e potrà essere prorogata in base alle condizioni di mercato. Per l’eurodeputato servirebbe invece «un tetto strutturale ai prezzi e una tassazione sui profitti in eccesso».
La battaglia portata anche al Parlamento europeo
Il tema è già arrivato nelle istituzioni comunitarie. Tridico è tra i firmatari di un’interrogazione parlamentare sulla tassazione degli extraprofitti nel settore energetico e ad aprile ha presentato, a nome del gruppo The Left, un emendamento che chiedeva di valutare un meccanismo armonizzato europeo di tassazione dei profitti eccezionali dell’energia, destinando le risorse alla riduzione dei costi per famiglie e piccole e medie imprese e alla transizione energetica. L’eurodeputato annuncia ora che la proposta sarà nuovamente sostenuta a Strasburgo e auspica un consenso più ampio tra le forze politiche.
Bollette elettriche, dal primo ottobre aumento del 37,3%
La questione energetica non riguarda soltanto i carburanti. Dal primo ottobre, infatti, per i clienti vulnerabili rimasti nel servizio di maggior tutela dell’elettricità è scattato un aumento del 37,3% nel quarto trimestre 2026, come comunicato dall’Arera. Un dato che Tridico collega alle difficoltà economiche già denunciate dalle categorie produttive e dalle famiglie e che, a suo giudizio, rafforza la necessità di interventi strutturali.
L’attacco politico a Occhiuto
Nel suo intervento Tridico critica anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, sostenendo che gli agricoltori in presidio avessero chiesto un confronto con il governatore mentre quest’ultimo era impegnato a Roma. Occhiuto, presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia, nei giorni scorsi ha effettivamente presentato nella Capitale il suo libro Il coraggio di governare e ha partecipato a incontri politici con i vertici del partito. Il riferimento diventa per Tridico anche parte dello scontro con Forza Italia sulla tassazione degli extraprofitti.
«Le risorse vadano al gasolio agricolo e alle famiglie vulnerabili»
La proposta conclusiva dell’eurodeputato pentastellato è quella di utilizzare un eventuale prelievo sui maggiori profitti delle compagnie energetiche per finanziare misure a favore del gasolio agricolo e sostenere le famiglie economicamente più vulnerabili. «Al Parlamento europeo continueremo a batterci perché questa diventi una misura strutturale, a protezione di chi produce e di chi fatica ad arrivare a fine mese», conclude Tridico. La questione resta al centro del confronto politico mentre in Calabria la mobilitazione delle categorie produttive prosegue e il Governo è impegnato nella definizione delle misure economiche da inserire nella prossima Manovra.