Pietro Aloisio
Pietro Aloisio

Troppo sangue continua a scorrere sulla Statale 106. L’ennesima tragedia si è consumata nel territorio di Corigliano-Rossano, all’altezza del bivio Cutura-Sant’Irene, dove ha perso la vita Pietro Aloisio, giovane di 33 anni.

La sua morte ha scosso profondamente l’intera comunità cittadina e riacceso il dibattito sulle condizioni della statale ionica, da anni definita da cittadini e associazioni come la “strada della morte”.

A intervenire con un duro e commosso messaggio è stata l’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime Sulla Strada Statale 106, che ha espresso “profondo dolore e immenso sconforto” per l’accaduto.

“Ancora una volta la famigerata e tristemente nota strada della morte in Calabria consegna alla nostra terra una tragedia insopportabile: una giovane vita spezzata troppo presto”, si legge nella nota diffusa dall’associazione.

Il dolore di una comunità

Le parole dell’organizzazione raccontano il dramma vissuto dalla famiglia e dagli amici del giovane motociclista.

“Un figlio, un amico, un giovane uomo strappato all’affetto dei suoi cari”, scrive l’associazione, che ha voluto esprimere vicinanza alla famiglia Aloisio e all’intera comunità di Corigliano-Rossano.

“Chiediamo a tutti una preghiera per Pietro e affinché nessun’altra famiglia debba più conoscere un dolore così devastante”, prosegue la nota.

Pietro Aloisio viene ricordato come “un ragazzo generoso verso il prossimo, un lavoratore integerrimo, un giovane che amava lo sport, la vita e gli altri”.

La denuncia sulle condizioni della Statale 106

Accanto al dolore emerge ancora una volta la rabbia per le condizioni della Statale 106, ritenuta ormai inadeguata rispetto agli attuali volumi di traffico.

L’associazione definisce la strada ionica “una infrastruttura progettata negli anni Sessanta e costruita negli anni Settanta, ormai vecchia e straordinariamente pericolosa”.

Secondo quanto denunciato da Basta Vittime sulla SS106, dall’inizio del 2026 sarebbero già nove le persone morte lungo questa arteria stradale.

“Dietro questi numeri ci sono volti, storie e famiglie distrutte”, sottolinea l’organizzazione, che parla apertamente di “ennesima tragedia annunciata”.

“Continueremo a lottare”

Nel messaggio diffuso dopo l’incidente, l’associazione ribadisce la volontà di continuare la battaglia per la messa in sicurezza della Statale 106.

“A noi resta il dolore. Resta il senso di impotenza davanti all’ennesima tragedia annunciata. Resta il dovere morale di continuare a lottare”, si legge nella nota.

Il ricordo di Pietro Aloisio si trasforma così anche in un nuovo appello alle istituzioni affinché vengano accelerati gli interventi di ammodernamento e sicurezza lungo la statale ionica.

“Addio Pietro. Da oggi sarai un nuovo angelo che da lassù ci accompagnerà e ci sosterrà nella nostra grande battaglia per una Statale 106 più moderna, più sicura e finalmente degna della vita dei calabresi”, conclude l’associazione.