monsignor Checchinato
monsignor Checchinato

“Della strage di Cutro restano i cadaveri che continuano ad arrivare sulle nostre coste anche in questi giorni”. Con queste parole monsignor Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano e delegato regionale della commissione Migrantes, è intervenuto alla celebrazione di inizio Quaresima della diocesi di Crotone-Santa Severina. Il rito, voluto dall’arcivescovo di Crotone mons. Alberto Torriani per commemorare le vittime del naufragio del 26 febbraio 2023, avrebbe dovuto svolgersi sulla spiaggia di Steccato di Cutro, ma il maltempo ha imposto lo spostamento al santuario della Madonna Greca di Capo Rizzuto.

“Una ferita che non può essere censurata”

Nel suo intervento, Checchinato ha definito la tragedia “un pezzo di storia non accolto, censurato e persino negato”, invitando la comunità a non rimuovere quanto accaduto. Secondo il presule, le tragedie che si consumano “a casa nostra” impongono una responsabilità ancora maggiore: non solo memoria, ma anche ricerca di verità e assunzione di responsabilità. La strage di Cutro, ha sottolineato, non può essere archiviata come un fatto isolato, ma deve interrogare coscienze e istituzioni.

L’appello all’Europa e il richiamo spirituale

Nel suo discorso, l’arcivescovo ha allargato lo sguardo al contesto europeo, parlando di un continente che rischia di dimenticare la propria storia migratoria. Contrastare ogni forma di accoglienza, ha osservato, equivale a negare una realtà che appartiene da sempre all’identità europea. Infine, il richiamo al tempo di Quaresima: trasformare “i cuori di pietra in cuori di carne”, liberandosi dagli idoli del potere e del denaro. L’accoglienza, ha ricordato citando Papa Francesco, resta la parola chiave: “Nessuno si salva da solo”.