Maida, udienza privata dal Papa per Mariano. Il bambino affetto da una rara malattia ora seguito dalla Fondazione Bambino Gesù
Il dodicenne del Catanzarese, che pesa quasi 200 chili a causa di una patologia ancora senza diagnosi definitiva, ha incontrato il Pontefice a Roma. Avviato un percorso di cura multidisciplinare
Un momento di grande emozione e di forte valore simbolico per Mariano, il dodicenne di Maida affetto da una grave forma di obesità patologica legata a una malattia ancora non identificata, che nei giorni scorsi ha avuto un’udienza privata con Papa Leone XIV. A raccontare l’intensità dell’incontro è stata la madre, Tamara De Fazio, che ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile il viaggio a Roma, frutto di una mobilitazione solidale partita nei mesi scorsi.
Nel corso dell’incontro, la donna ha affidato al Pontefice le fatiche di un percorso lungo dodici anni, segnato dalla ricerca di una diagnosi e di cure adeguate, ma anche sostenuto da una fede che la famiglia non ha mai abbandonato.
La presa in carico della Fondazione e il percorso di cura
Parallelamente all’incontro con il Papa, Mariano è stato preso in carico dalla Fondazione Bambino Gesù del Cairo, che ha avviato un percorso di assistenza strutturato e multidisciplinare. La condizione del ragazzo richiede infatti un lavoro integrato che coinvolga specialisti in ambito endocrinologico, nutrizionale, psicologico e riabilitativo.
La Fondazione si è impegnata a coordinare le risorse necessarie per garantire al giovane paziente un’assistenza completa, assumendo la responsabilità di seguire tutte le fasi del percorso terapeutico e di supportare la famiglia anche sotto il profilo organizzativo.
Fede, musica e il sogno di diventare sacerdote
Nonostante le difficoltà, Mariano non ha mai smesso di coltivare le proprie passioni e la propria spiritualità. Accompagnato a Roma anche dal parroco don Carlo Ragozzino, il ragazzo ha continuato in questi anni a partecipare alla vita della comunità, aiutando nell’animazione delle celebrazioni e dedicandosi alla musica, che rappresenta per lui una forma di espressione e di speranza.
Il suo sogno, raccontato in più occasioni, è quello di diventare sacerdote. Un desiderio che si intreccia con una testimonianza di forza e resilienza che, negli anni, ha colpito e coinvolto l’intera comunità, trasformando la sua storia in un simbolo di fede, solidarietà e tenacia.