Strangio, la famiglia di San Luca al centro della storia della ’ndrangheta
Dalla faida dell’Aspromonte alla strage di Duisburg: indagini e processi hanno acceso i riflettori su uno dei gruppi più noti della criminalità calabrese
La famiglia Strangio è una delle realtà storicamente associate alle dinamiche della ’ndrangheta di San Luca, centro dell’Aspromonte considerato uno dei territori simbolo dell’organizzazione criminale calabrese. Nel corso degli anni diversi procedimenti giudiziari hanno ricostruito il ruolo di alcuni esponenti della famiglia all’interno di articolazioni criminali operanti sul territorio, con contestazioni che hanno riguardato associazione mafiosa, traffico di droga e altri reati aggravati dal metodo mafioso.
La cosca Strangio viene spesso citata insieme alla famiglia Nirta, con la quale avrebbe condiviso storicamente rapporti di alleanza e appartenenza nella contrapposizione con altri gruppi locali. Le dinamiche interne alla ’ndrangheta di San Luca sono state al centro di numerose indagini che hanno evidenziato l’importanza dei legami familiari e territoriali nella struttura delle cosche.
La faida di San Luca e la strage di Duisburg
Il nome Strangio è legato soprattutto alla lunga faida di San Luca, uno dei conflitti più sanguinosi della storia recente della ’ndrangheta. Lo scontro tra il gruppo Nirta-Strangio e quello Pelle-Vottari ha attraversato diversi anni, fino ad arrivare al tragico episodio della strage di Duisburg, avvenuta in Germania il 15 agosto 2007, quando sei persone furono uccise davanti a un ristorante italiano.
Quell’episodio portò l’attenzione internazionale sulla criminalità organizzata calabrese, mostrando come i contrasti nati in un piccolo centro dell’Aspromonte potessero avere conseguenze anche fuori dai confini italiani. Le indagini successive portarono all’arresto di diversi soggetti ritenuti coinvolti nella vicenda, tra cui Giovanni Strangio, catturato nel 2009 ad Amsterdam dopo una lunga latitanza.
Tra narcotraffico internazionale e nuove indagini
Negli anni successivi diversi esponenti riconducibili al nome Strangio sono stati coinvolti in indagini riguardanti il traffico internazionale di stupefacenti. Le autorità investigative hanno ricostruito presunti collegamenti con reti criminali attive anche all’estero, confermando il ruolo della ’ndrangheta calabrese nei grandi circuiti del narcotraffico internazionale.
Un esempio è rappresentato dalle indagini che hanno portato alla cattura di alcuni appartenenti alla famiglia Strangio, indicati dagli investigatori come collegati alla locale di San Luca e coinvolti in contestazioni relative a traffico di droga e altri reati.
La storia della famiglia Strangio si inserisce quindi nel più ampio quadro della ’ndrangheta aspromontana: un sistema criminale fondato su vincoli familiari, controllo del territorio e capacità di costruire relazioni anche oltre la Calabria. Come per ogni procedimento giudiziario, le accuse formulate dagli inquirenti devono essere confermate attraverso le sentenze definitive.