Federico Belvedere
Federico Belvedere

È quello che accade con Federico Belvedere, giovane consigliere di maggioranza al Comune di Rende e vicepresidente della Provincia di Cosenza. Ruoli e responsabilità che raccontano, prima ancora delle cariche, una scelta: quella di esserci. Di vivere la politica da protagonista, nonostante quel sentimento di distanza e quel certo malessere che, soprattutto tra i giovani, sembra ormai essere diventato una costante.

E forse è proprio qui che si trova il punto. Perché Belvedere, in qualche modo, rappresenta entrambe le facce della stessa medaglia: è giovane e vive dentro le istituzioni, ma appartiene anche a quella generazione che dalla politica spesso si sente lontana, poco ascoltata e ancora meno rappresentata.

Oggi, per Calabria News 24, abbiamo l’opportunità di chiedere direttamente a lui cosa significhi essere giovani e fare politica oggi. Quali siano le difficoltà, quali le responsabilità e, soprattutto, quali possano essere le strade per riportare i giovani dalla parte della politica, restituendo loro la voglia di partecipare, di confrontarsi e di sentirsi parte delle decisioni che riguardano il futuro.

Belvedere, il suo ruolo all’interno della Provincia è di grande spessore. Che responsabilità sente per il tuo ruolo da Vicepresidente? 

Essere vicepresidente della Provincia di Cosenza è per me motivo di grande orgoglio, ma soprattutto una responsabilità. Parliamo di un territorio ampio, complesso e ricco di realtà molto diverse tra loro, che meritano attenzione e ascolto. La mia giovane età mi impone, se possibile, un senso di responsabilità ancora maggiore: so di rappresentare anche una generazione che spesso viene chiamata in causa, ma non sempre riesce ad avere un ruolo concreto nei processi decisionali.

In questo incarico, inoltre, mi è stata affidata la delega alle Politiche giovanili, e considero questo un aspetto particolarmente significativo. Vorrei lavorare affinché i giovani non siano considerati semplicemente destinatari di iniziative, ma parte attiva delle scelte che riguardano il territorio. Credo che ascolto, presenza e capacità di trasformare le idee in progetti concreti debbano essere le basi del mio impegno istituzionale.

Molto spesso i giovani hanno una forte intolleranza verso la politica. Lei invece è l’esempio opposto. Allora le chiediamo: come si può’ avvicinare i giovani alla politica? 

Credo che prima ancora di avvicinare i giovani alla politica, sia necessario avvicinare la politica ai giovani. La distanza nasce spesso dalla percezione che le Istituzioni siano qualcosa di lontano, incapace di comprendere i problemi quotidiani delle nuove generazioni.

Per cambiare questa percezione servono presenza e concretezza. Un giovane deve poter vedere nella politica uno strumento attraverso il quale poter incidere realmente sulla propria comunità. Bisogna parlare di lavoro, formazione, università, mobilità, opportunità e futuro, ma soprattutto bisogna dare ai ragazzi la possibilità di partecipare.

La politica non può limitarsi a cercare i giovani durante le campagne elettorali. Deve incontrarli durante tutto il percorso, nelle scuole, nelle università, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e attraverso il confronto quotidiano. Personalmente ho scelto di impegnarmi proprio perché credo che lamentarsi della distanza tra giovani e politica non sia sufficiente: bisogna provare a colmarla mettendosi in gioco in prima persona.

Il suo legame con Italia del Meridione è molto forte. Da dove nasce questa simbiosi con il partito e che prospettive future ci sono? 

Il mio percorso con Italia del Meridione nasce, innanzitutto, dalla condivisione di un’idea di politica fortemente legata ai territori. Il Mezzogiorno ha bisogno di essere raccontato non soltanto attraverso le sue difficoltà, ma anche attraverso le sue potenzialità, le sue energie e soprattutto attraverso le tante persone che ogni giorno lavorano per farlo crescere.

Il rapporto con Italia del Meridione si è costruito nel tempo attraverso il confronto e il lavoro sul territorio. La mia elezione a consigliere comunale di Rende nel 2025 e, successivamente, l’esperienza in Provincia rappresentano tappe importanti di questo percorso.

Per il futuro credo sia fondamentale continuare a costruire un progetto politico che sappia parlare alle comunità locali, mantenendo un rapporto diretto con i cittadini e mettendo al centro le esigenze concrete dei territori. Le prospettive dipenderanno dalla capacità di continuare a lavorare insieme, con serietà e senza perdere di vista l’obiettivo principale: dare risposte alle nostre comunità.

Un’ultima domanda dedicata al territorio rendese dove lei è consigliere di maggioranza. Come giudica l’operato della sua amministrazione finora e come risponde alle critiche che spesso si muovono sulla tematica della viabilità?

Ritengo che l’amministrazione debba essere giudicata soprattutto sulla capacità di affrontare i problemi e di produrre risultati concreti. Appena insediati ci siamo trovati in un contesto non semplice. La situazione ereditata dalla gestione commissariale ci ha fatto ripartire da zero! Servizi essenziali non garantiti, cura del verde praticamente assente e tante altre criticità, anche sulla tematica della viabilità. Rende è una città importante dell’Area Urbana e, proprio per questo, ha esigenze che non possono essere affrontate con una visione esclusivamente comunale.

La viabilità è sicuramente uno dei temi più sentiti dai cittadini! Innanzitutto, è importante ricordare che alcune problematiche sono legate a una situazione territoriale più ampia e al rapporto quotidiano tra Rende, Cosenza e l’intera area urbana.

Da consigliere di maggioranza difendo e condivido il lavoro dell’Amministrazione. Sulla viabilità possono esserci alcune criticità, ma ci stiamo impegnando molto, attuando una programmazione che, sono certo, darà i suoi frutti. L'obiettivo è quello di rendere gli spostamenti più sicuri, fluidi ed efficienti per cittadini, studenti, lavoratori e attività commerciali. L'amministrazione Principe sta lavorando in questa direzione e continuerà a farlo.