Ponte sullo Stretto, Carlo Tansi a Report: “Su una faglia attiva non si costruisce da nessuna parte del mondo”
Nel servizio andato in onda su Rai 3 spazio alle criticità geologiche dell’opera. Intervistato anche Carlo Tansi, da anni impegnato sui temi della protezione civile e del rischio idrogeologico in Calabria
Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito nazionale dopo la puntata di Report andata in onda ieri sera su Rai 3. La trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci ha dedicato un nuovo approfondimento alla grande opera, proprio nelle ore in cui la Camera ha approvato in via definitiva il decreto Ponte.
Il provvedimento introduce misure relative ai commissari straordinari e alle concessioni applicate ai grandi progetti infrastrutturali. Il primo articolo riguarda proprio la prosecuzione dell’iter autorizzativo per la realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
Le criticità geologiche sollevate nel servizio televisivo
Nel corso dell’inchiesta “Il ponte a tutti i costi”, Report ha riproposto dubbi e interrogativi sui rischi geologici e sismici dell’area dello Stretto. Tra le voci ascoltate anche quella di Carlo Tansi, da anni impegnato sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico e sismico in Calabria.
Tansi, nel servizio, ha evidenziato come i terreni presenti nell’area dello Stretto siano costituiti prevalentemente da sabbie e argille che, in caso di terremoti, potrebbero andare incontro a fenomeni di liquefazione. Un aspetto che, secondo il geologo, rappresenterebbe una delle principali criticità per un’infrastruttura di tale portata.
Nel corso dell’intervista è stato inoltre sottolineato come l’area interessata dall’opera sia considerata tra quelle a più alto rischio sismico del pianeta, ricordando la presenza di faglie attive nella zona di Cannitello.
Il nodo delle faglie attive sotto il versante calabrese
Uno dei passaggi più forti dell’intervento di Tansi riguarda proprio la presenza della faglia di Cannitello, inserita nel catalogo delle faglie capaci dell’Ispra. Secondo quanto mostrato nel servizio televisivo, una mappa depositata dalla società Stretto di Messina Spa indicherebbe il passaggio della faglia in prossimità del pilone calabrese del ponte.
“Su una faglia attiva non si costruisce da nessuna parte del mondo”, ha affermato Tansi durante l’intervista, ribadendo le proprie perplessità sulla realizzazione dell’opera in un’area caratterizzata da elevata instabilità sismica.
Un dibattito che continua a dividere politica e territori
Il servizio di Report ha riacceso il confronto tra sostenitori e oppositori del Ponte sullo Stretto, un progetto che continua a dividere politica, tecnici e cittadini. Da una parte il Governo e i promotori dell’opera parlano di infrastruttura strategica per il rilancio del Mezzogiorno e dei collegamenti europei; dall’altra continuano ad emergere dubbi legati alla sostenibilità economica, ai rischi ambientali e alle criticità geologiche dell’area interessata.
La trasmissione di Rai 3 ha riportato al centro dell’attenzione nazionale un tema che da decenni accompagna il dibattito pubblico tra Calabria e Sicilia e che, dopo il via libera definitivo al decreto Ponte, è destinato ad alimentare nuove polemiche e confronti istituzionali.