Massimo Iulianelli
Massimo Iulianelli

Cosenza piange la scomparsa prematura di Massimo Iulianelli, una notizia che ha attraversato la città lasciando un vuoto difficile da colmare. Il suo nome è legato a storie di impegno silenzioso, di presenza costante e di dedizione autentica, valori che oggi emergono con forza nei ricordi di chi gli ha voluto bene e ha condiviso con lui percorsi di vita e di solidarietà.

Il cuore del volontariato e La Terra di Piero

Il dolore più intenso si avverte tra i volontari de La Terra di Piero, l’organizzazione che celebra la memoria di Piero Romeo e nella quale Massimo è stato un attivista centrale e instancabile. Il presidente Sergio Crocco lo ricorda con grande commozione come uno dei volontari più laboriosi e affidabili, capace di sostenere l’associazione nei momenti più complessi. Senza il suo contributo quotidiano, racconta, la vecchia sede non avrebbe mai potuto essere realmente operativa. La sua presenza non era mai formale, ma concreta, fatta di lavoro, sacrificio e disponibilità continua.

L’esperienza in Tanzania e lo sguardo aperto sul mondo

Due volte in Tanzania, Massimo ha portato con sé lo spirito del volontariato che non conosce confini. Quelle esperienze hanno rafforzato il suo modo di intendere l’impegno civile, fondato sull’azione e non sulle parole. Era uno di quelli che c’erano sempre, senza clamore, ma con una determinazione che lasciava il segno nelle persone e nei progetti.

La passione per il Cosenza e gli ultrà

A piangerlo sono anche gli ultrà del Cosenza Calcio, perché Massimo era prima di tutto un tifoso vero, visceralmente legato ai colori rossoblù. Sul suo profilo social campeggiava l’immagine del gruppo Anni Ottanta, simbolo di un’appartenenza mai rinnegata. Per lui il Cosenza non era solo una squadra, ma una parte identitaria della propria vita, un sentimento da difendere e condividere, nella gioia come nelle difficoltà.

Un ricordo che resta vivo

Il ricordo di Massimo Iulianelli vive oggi nei racconti di chi ha lavorato con lui, nei luoghi che ha contribuito a rendere vivi, nelle curve e nei cori che tanto amava. È il ricordo di una persona che ha saputo unire impegno sociale e passione, volontariato e appartenenza, lasciando una traccia sincera nella comunità cosentina. La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta, come un invito silenzioso a continuare a fare, con lo stesso spirito generoso che ha guidato la sua vita.