medico di famiglia

In Italia mancano complessivamente 5.716 medici di medicina generale, distribuiti in 18 Regioni. È quanto emerge da un’analisi della Fondazione Gimbe basata sui dati Sisac, che evidenzia una situazione diffusa di difficoltà nel garantire un’adeguata assistenza territoriale.

Le criticità maggiori si registrano nelle regioni più popolose, con carenze particolarmente marcate in Lombardia, Veneto, Campania ed Emilia-Romagna. Tuttavia, il problema riguarda in misura diversa quasi tutto il Paese, a conferma di un sistema che fatica a rispondere alla domanda crescente di assistenza primaria.

La situazione in Calabria tra carenze contenute e criticità locali

Anche la Calabria rientra tra le regioni in cui si registra una carenza di medici di famiglia, seppur più contenuta rispetto ad altre aree del Paese. Secondo il report, nella regione mancano 43 medici, un dato che, pur inferiore rispetto ad altre realtà, rappresenta comunque un segnale di attenzione.

Il dato regionale, tuttavia, non racconta completamente la situazione sul territorio. Come evidenziato dagli esperti, anche nelle regioni dove la carenza appare meno evidente possono esistere aree specifiche particolarmente scoperte, soprattutto nei piccoli comuni o nelle zone interne, dove la difficoltà di accesso ai servizi sanitari è già più marcata.

Il carico di assistiti e la qualità dell’assistenza

Un elemento centrale dell’analisi riguarda il numero di assistiti per ciascun medico. A livello nazionale, ogni medico di famiglia segue in media 1.383 pazienti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 assistiti indicato come riferimento per garantire un servizio efficace.

In Calabria la media si attesta a 1.242 assistiti per medico, un valore inferiore rispetto alla media nazionale ma comunque superiore alla soglia ideale. Questo dato indica che anche nella regione il sistema è sotto pressione, con professionisti chiamati a gestire un numero elevato di pazienti.

Secondo la Fondazione Gimbe, livelli così alti di saturazione rischiano di compromettere il principio della libera scelta del medico e, più in generale, la qualità dell’assistenza sanitaria territoriale.

Le prospettive e le sfide per la sanità territoriale

Il quadro delineato evidenzia una criticità strutturale che riguarda l’intero sistema sanitario nazionale e che, in Calabria, assume caratteristiche legate anche alla conformazione del territorio e alla distribuzione della popolazione.

Le aree interne e i piccoli centri rischiano di essere i più penalizzati, con una progressiva riduzione dei servizi e un aumento delle difficoltà per i cittadini nell’accesso alle cure di base.

Affrontare questa situazione richiede interventi mirati, capaci di rafforzare la medicina territoriale e garantire una presenza capillare dei medici di famiglia. In gioco non c’è solo l’organizzazione del sistema sanitario, ma la qualità della vita dei cittadini e il diritto alla salute nelle comunità locali.