Castrolibero: approvato il Piano di Riequilibrio finanziario
Era forse il Consiglio comunale più importante dall’insediamento della nuova amministrazione guidata da Francesco Serra.
Una seduta chiamata non soltanto a testare le reali capacità di sintesi e di tenuta della maggioranza, ma soprattutto a dare alla città un segnale forte e coeso sul futuro finanziario dell’Ente.
Al centro del dibattito, infatti, l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, previsto dall’articolo 243-bis del D.Lgs. 267/2000, insieme alla variazione al Bilancio di previsione 2026/2028, contenente le misure di risanamento collegate allo stesso Piano.
Un passaggio destinato a segnare una nuova fase per i conti del Comune.
A spiegare la filosofia dell’operazione è stata la vicesindaca Raffaella Ricchio, secondo la quale con l’approvazione del Piano «abbiamo iniziato il processo che vedrà l’Ente risanare i suoi debiti», attraverso un ripianamento progressivo.
Una prospettiva nella quale la parola chiave, secondo l’assessore alla Cultura Angelo Gangi, dovrà essere risparmio. Non inteso come un limite all’azione amministrativa, ma come una vera e propria virtù di governo: la capacità di utilizzare con maggiore attenzione le risorse disponibili, con un indirizzo netto e preciso che, nelle intenzioni della maggioranza, dovrà distinguere questa fase amministrativa da quelle precedenti.
Ancora più perentorio il sindaco Francesco Serra, che ha rivendicato la linea politica dell’amministrazione.
«Non andremo a prendere un euro in più ai cittadini con il Piano di riequilibrio. Anzi, l’obiettivo di questa amministrazione è ridurre la tassazione per i cittadini».
Serra ha quindi indicato la destinazione delle risorse che l’amministrazione riuscirà a risparmiare o a reperire dall’esterno: «Ogni euro che risparmieremo e ogni risorsa esterna che riusciremo a portare per rilanciare una città che ha bisogno di crescita sarà riservata al territorio, in termini di servizi, decoro urbano e manutenzione».
«Il nostro impegno – ha aggiunto – sarà quello di mettere ordine ai conti. Questa operazione è frutto di un lavoro accurato tra amministratori, uffici comunali, revisori dei conti e consulente finanziario esterno. In questo Piano abbiamo pensato a tutti: dai fornitori ai cittadini, fino alla tenuta dei servizi».
Le critiche della minoranza
Come prevedibile, il riassetto finanziario ha alimentato anche il confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Tra gli interventi più decisi quello del consigliere Pasquale Villella, che ha parlato di «danno e beffa», contestando apertamente la gestione amministrativa degli anni precedenti e attribuendo alla precedente amministrazione responsabilità per una situazione debitoria che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe raggiunto i 13 milioni di euro.
Villella ha posto al centro del proprio intervento una questione politica precisa: secondo il consigliere, chi avrebbe contribuito a determinare l’attuale situazione non potrebbe oggi presentarsi come soggetto chiamato a risolverla.
Una posizione fortemente critica, dunque, che si inserisce nel più ampio scontro politico sul passato amministrativo di Castrolibero e sulle responsabilità legate all’attuale situazione finanziaria dell’Ente.
Di segno diverso, ma comunque critico, l’atteggiamento del gruppo Rinascita Civica.
La capogruppo Nicoletta Perrotti ha motivato l’astensione sottolineando come il Piano non possa essere considerato soltanto uno strumento tecnico-contabile, ma anche una scelta politica.
«Il piano è contabile nella struttura, ma politico nelle scelte», ha sostenuto Perrotti, chiarendo che l’astensione non rappresenta né disinteresse né un voto contro Castrolibero, ma la scelta di lasciare alla maggioranza la responsabilità politica delle proprie decisioni e all’opposizione il compito di verificarne nel tempo l’attuazione.
Una nuova fase per Castrolibero
Il dato politico che emerge dalla seduta è dunque quello di una maggioranza che ha scelto di assumersi la responsabilità di un passaggio finanziario delicato, difendendo il Piano come strumento necessario per rimettere ordine nei conti e, al tempo stesso, mantenere l’impegno a non gravare ulteriormente sui cittadini.
Dall’altra parte, l’opposizione ha scelto strade differenti: dalla contestazione frontale di Villella all’astensione motivata e orientata al controllo dell’attuazione del Piano da parte di Rinascita Civica.
Il vero banco di prova, adesso, sarà però quello dei prossimi anni.
Perché un Piano di riequilibrio non si misura soltanto nel momento della sua approvazione, ma nella capacità concreta dell’amministrazione di trasformare gli impegni assunti in numeri, risparmi, servizi e risultati per la comunità.
E sarà proprio su questo terreno che maggioranza e opposizione saranno chiamate a confrontarsi.