Paura ieri sera in Vaticano.





Un uomo ha forzato uno dei varchi di ingresso con la sua auto, si è poi addentrato a tutta velocità mettendo a soqquadro la vita del piccolo Stato.


 

Non ha ascoltato l'alt della Guardia svizzera né della Gendarmeria che erano a Porta Sant'Anna, il varco dal quale si è verificata l'irruzione.

 

Per fermarlo gli agenti hanno dovuto sparare alle gomme dell'auto ma, correndo all'impazzata, l'uomo è riuscito comunque ad arrivare con il suo mezzo fino al Cortile di San Damaso, praticamente l'ingresso del Palazzo apostolico. Qui è sceso dalla macchina ed è stato arrestato.

 

Prontamente era stata messa in sicurezza l'area di Santa Marta dove vive Papa Francesco. Sembra una scena da film ma è quanto è accaduto dentro il Vaticano. Un episodio di cui non si ricorda un precedente simile.

Il fatto


Un’auto ha raggiunto l'ingresso di Sant'Anna al Vaticano.

 

Noncurante delle indicazioni fornitegli dal Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, che gli impedivano l'accesso nello Stato senza le relative autorizzazioni, è uscito temporaneamente dall'ingresso e, dopo aver fatto manovra, è rientrato a forte velocità, forzando i due varchi di controllo, della Guardia Svizzera e del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano.

 

Nel tentativo di fermare l'autovettura, l'ispettore della Gendarmeria, di guardia al varco, ha esploso un colpo di pistola in direzione delle gomme anteriori del veicolo.

 

Pur avendo colpito il mezzo sul parafango anteriore sinistro, l'auto ha proseguito la propria corsa.

 

Essendo stato rapidamente diramato via radio il codice di allarme, il corpo di guardia ha chiuso il Portone della Zecca, che permette l'accesso alla parte posteriore della Basilica di San Pietro, ai giardini vaticani e a Piazza Santa Marta.

 

L'autovettura nel frattempo ha raggiunto il Cortile di San Damaso, arrivando praticamente all'ingresso del Palazzo apostolico, di notte praticamente vuoto perché Papa Francesco ha scelto appunto di vivere a Santa Marta.

 

L'uomo è sceso autonomamente ed è stato bloccato e posto in stato di arresto dal Corpo della Gendarmeria.

 

Ha circa 40 anni e, da quanto si apprende, sarebbe di nazionalità italiana. E' stato sottoposto immediatamente a una visita dei medici della Direzione di Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, che riscontravano un grave stato di alterazione psicofisica.

 

Attualmente - riferiscono dalla sala stampa vaticana - la persona si trova in una cella detentiva presso i nuovi locali della Caserma della Gendarmeria, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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