Una persona fa la spesa al supermercato, Bologna, 12 novembre 2014. ANSA/GIORGIO BENVENUTI
Una persona fa la spesa al supermercato, Bologna, 12 novembre 2014. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

La Calabria è tra le regioni italiane in cui la perdita di potere d’acquisto delle famiglie emerge con maggiore evidenza. Tra il 2019 e il 2025, la spesa reale per i consumi è diminuita del 14,9%, secondo un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) basata sui dati Istat. Un dato che colloca la regione al terzo posto per contrazione, dietro la Puglia, che registra un calo del 18,7%, e la provincia autonoma di Bolzano, con il 17,2%.

Si spende di più, ma si compra di meno

Il dato calabrese si inserisce in un quadro nazionale segnato dall’aumento dei prezzi di beni e servizi. In Italia, tra il 2019 e il 2025, la spesa media mensile delle famiglie è passata da 2.560 a 2.782 euro. Un incremento di 222 euro che, tuttavia, non corrisponde a un aumento effettivo dei consumi. Considerando l’inflazione, la spesa reale è infatti diminuita dell’8,7%, con una riduzione equivalente a circa 224 euro al mese per nucleo familiare. Gli aumenti dei prezzi, alimentati negli ultimi anni dalle conseguenze della pandemia, dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica, continuano a incidere sui bilanci domestici, anche dopo la fine delle fasi più acute delle emergenze.

Famiglie costrette a cambiare abitudini

A pesare non è soltanto il costo della spesa alimentare, ma l’insieme delle uscite quotidiane. Secondo i dati richiamati dal Crc, nell’ultimo anno una famiglia su tre ha ridotto gli acquisti di cibi e bevande. Il 44% ha contenuto la spesa per l’abbigliamento, mentre il 38,2% ha tagliato gli acquisti per la cura della persona. Anche la sanità risente delle difficoltà economiche: il 25,4% delle famiglie ha ridotto le spese in questo ambito. Quasi una su due, inoltre, ha modificato le proprie abitudini di viaggio. Il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi, evidenzia il paradosso di una situazione in cui gli italiani spendono di più pur riuscendo ad acquistare meno. Un fenomeno che, in Calabria, si riflette in una contrazione dei consumi reali superiore di oltre sei punti percentuali rispetto alla media nazionale.

Il peso del caro vita in Calabria

Il dato regionale racconta una difficoltà che va oltre lo scontrino del supermercato: quando i prezzi aumentano e le risorse disponibili non crescono allo stesso ritmo, le famiglie sono costrette a ridimensionare le proprie scelte. Il risultato è un carrello più leggero e una progressiva rinuncia a spese considerate non essenziali, ma importanti per la qualità della vita. Un quadro che si collega anche all’analisi di Calabria News 24 sul caro spesa e sul peso dei rincari nei bilanci delle famiglie calabresi, che evidenzia come l’aumento dei prezzi alimentari incida in modo particolare sul territorio regionale. La sfida, dunque, non riguarda soltanto il contenimento dei rincari, ma anche il recupero del potere d’acquisto. Per le famiglie calabresi, il rischio è che la riduzione dei consumi diventi una condizione sempre più stabile, con effetti sulla vita quotidiana e sull’economia del territorio.