Il confronto sul referendum relativo alla giustizia sta assumendo toni sempre più accesi e, secondo il consigliere regionale della Lega Orlandino Greco, il rischio è che l’attenzione si concentri sulle appartenenze politiche anziché sugli effetti concreti delle riforme proposte. In una fase particolarmente delicata per il sistema giudiziario, Greco sottolinea la necessità di riportare la discussione su un piano di merito, evitando slogan e contrapposizioni ideologiche e puntando invece su un’analisi seria delle possibili ricadute delle modifiche normative.

La separazione delle carriere e il tema della fiducia dei cittadini


Al centro del dibattito vi è la proposta di separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, una scelta che, secondo Greco, non è soltanto tecnica ma anche culturale e istituzionale. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare la percezione di imparzialità del sistema giudiziario e rendere più chiari i ruoli all’interno del processo. L’attuale assetto, che prevede un percorso formativo comune e l’appartenenza allo stesso organo di autogoverno, ha nel tempo alimentato interrogativi sulla reale terzietà del giudice. In questo contesto si inserisce anche il contributo di Antonio Di Pietro, che ha espresso il proprio sostegno alla riforma, evidenziando come l’unità delle carriere possa favorire dinamiche interne alla magistratura ritenute da alcuni problematiche.

Il referendum come occasione di riforma del sistema giudiziario


Secondo Greco, la separazione delle carriere non rappresenterebbe un indebolimento della magistratura né una limitazione della sua autonomia, ma un passo verso maggiore trasparenza, equilibrio e responsabilità. Il referendum viene indicato come un’opportunità per intervenire su un nodo strutturale della giustizia italiana e per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. L’auspicio, conclude il consigliere regionale, è che il tema della giustizia venga affrontato con senso di responsabilità e spirito costruttivo, considerandolo non terreno di scontro politico ma ambito di riforme condivise e orientate al miglioramento del sistema.