Marco Federico
Marco Federico

Un’imponente operazione di polizia è scattata alle prime ore del mattino con l’esecuzione di 54 misure cautelari, nell’ambito di un’indagine che ha messo nel mirino la piena operatività della consorteria di ’ndrangheta nota come “Locale dell’Ariola”. Al centro dell’inchiesta la ’ndrina riconducibile alle famiglie Emanuele e Idà di Gerocarne, attive nel territorio del Vibonese, in particolare nei comuni dell’area delle Serre. L’operazione rappresenta un nuovo colpo alle strutture criminali radicate nel territorio, impegnate in diverse attività illecite.

Tra gli indagati anche un ex capo ultrà di Milano

Tra i soggetti coinvolti figura anche Marco Federico, ex capo ultrà dell'Inter già indagato nell’inchiesta “Doppia curva” di Milano, che aveva acceso i riflettori sulle infiltrazioni criminali nelle tifoserie organizzate di Inter e Milan. In questa nuova operazione, il suo nome emerge per aspetti legati al traffico di stupefacenti, a conferma dei collegamenti tra ambienti criminali diversi e delle ramificazioni della ’ndrangheta anche fuori dalla Calabria.

Blitz con 350 uomini e mezzi specializzati

L’operazione è coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro ed è stata eseguita dalla Prima divisione dello Sco, dalla Squadra mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro. In campo circa 350 uomini, con il supporto di unità altamente specializzate, tra cui reparti prevenzione crimine, unità cinofile antiesplosivo e antidroga, artificieri, Polizia scientifica e personale del Reparto volo. Un dispiegamento di forze significativo che testimonia la complessità dell’indagine e la rilevanza degli obiettivi investigativi.

Indagini sulle attività criminali e sul traffico di droga

L’inchiesta punta a ricostruire in maniera dettagliata le attività della cosca, con particolare attenzione ai traffici di stupefacenti e alle dinamiche operative della struttura criminale. Gli investigatori stanno lavorando per delineare ruoli e responsabilità dei soggetti coinvolti, oltre a individuare eventuali ulteriori collegamenti con altre realtà criminali. L’operazione conferma ancora una volta la presenza capillare della ’ndrangheta e la necessità di un’azione costante e coordinata per contrastarne l’espansione.