La famiglia di Luca Carbone, tragicamente ucciso a Cosenza, sente il dovere di difendere la sua memoria. Dopo la tragedia, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno dipinto un'immagine distorta di Luca, e i suoi familiari si sono sentiti obbligati a intervenire per chiarire chi fosse davvero. «Luca è sempre stato una persona diligente, un uomo di famiglia», dichiarano i familiari, con fermezza. «Come tutti, ha potuto commettere degli errori nel corso della vita, ma è stato assolto da ogni accusa e non è mai stato capace di fare del male a nessuno». Le ricostruzioni che sono circolate sui media, secondo la famiglia, sono lontanissime dalla realtà dei fatti.

Luca, un uomo dal cuore generoso e dedito alla famiglia

Luca è sempre stato profondamente legato alla sua famiglia, un uomo che ha dedicato la propria vita a prendersi cura degli altri. «Si prendeva cura di tutti noi», raccontano i familiari. «Si è preso cura del nonno, del padre durante i suoi problemi di salute, della madre, del fratello e della sorella. Era una persona di famiglia, sempre pronta ad aiutare». A 47 anni, Luca viveva nella casa che aveva ereditato dal nonno, che aveva scelto di non lasciare mai, restando accanto a lui durante gli anni della vecchiaia e accompagnandolo fino al suo ultimo respiro. Dopo la morte del nonno, aveva scelto di continuare a vivere lì, come segno di responsabilità verso la sua famiglia. «Preparava le provviste più buone che abbiamo mai mangiato!», ricordano i familiari, con un sorriso che mescola la tristezza alla riconoscenza. La vita di Luca era improntata al sacrificio, sempre al servizio degli altri, con un cuore grande che non faceva mai mancare supporto a nessuno.

Un gesto d’amore che racconta la sua essenza: il dono degli organi

Oltre alla dedizione alla sua famiglia, Luca era un uomo di grande generosità. La sua bontà era nota a tutti, e la sua passione per la bicicletta e la pizza lo rendevano una persona capace di portare gioia a chiunque incontrasse. «Non c’era un familiare che, in difficoltà, non ricevesse una sua telefonata o una sua visita», dicono i suoi cari, testimoniando la sua attenzione verso chiunque fosse in bisogno. Luca aveva deciso di compiere un gesto estremo di generosità: «Aveva scelto di donare i suoi organi», raccontano i familiari, «un gesto che testimonia la sua grande umanità». Purtroppo, la tragica morte di Luca e la necessità di avviare le indagini hanno reso impossibile l'adempimento di questa sua ultima volontà.

La famiglia di Luca vuole che la sua memoria sia rispettata per quella che era davvero, e non per come è stata descritta dai media. «Vogliamo che Luca venga ricordato per ciò che è stato realmente», affermano i suoi familiari. «Era un uomo buono, generoso, lontano da ogni forma di violenza. È fondamentale raccontare chi era veramente». La sua morte tragica è un dolore che la famiglia cerca di affrontare, ma lo fanno con la consapevolezza di dover difendere il suo onore e la sua dignità, affinché la sua figura resti legata solo ai suoi valori e al suo cuore generoso.