Argomento generale

Tecné: Partire dai beni comuni per rigenerare il territorio

Pubblico il syllabus del Progetto “Tecn-é” sviluppato da docenti dell’Università della Calabria e ricercatori del CNR per partecipare al Concorso “Futur-e” indetto da Enel con lo scopo di raccogliere proposte di riqualificazione della Centrale Termoelettrica di Rossano (link: https://corporate.enel.it/it/futur-e/impianti/rossano). Più che un progetto una vera e propria piattaforma di pianificazione territoriale che coinvolge l’area urbana di Corigliano-Rossano e i Comuni limitrofi generando virtuosi percorsi di rigenerazione socio-economica.

LA COSTITUZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO

Con l’interruzione della produzione di energia elettrica e la conseguente decisione del CDA di Enel di chiudere la centrale di Rossano, si avvia un lungo iter di smantellamento e bonifica del sito che, ad oggi, ha causato la perdita di tantissimi posti di lavoro e un generale depauperamento dell’economia locale, dovuto alla crisi dell’indotto.

Fu questa la base di partenza di Domenico Campana e Giuseppe F. Zangaro per elaborare una proposta progettuale capace di trasformare le RISORSE del territorio in PIATTAFORMA DI SVILUPPO WIN-WIN, rispondente agli interessi dei vari stakeholders pubblici e privati.

Parole chiave divennero BENI COMUNI, ECONOMIA CIRCOLARE, RITORNO SOCIALE DELL’INVESTIMENTO. Proprio quest’ultimo tag fu alla base del progetto “Tecn-é”, l’unico ad aver considerato nel business-plan un “ritorno sociale dell’investimento”.

Naturalmente due semplici “liberi” professionisti non potevano avere la pretesa di proporre questo modello di sviluppo senza averne validato il processo di realizzazione e le tecnologie utilizzate. Da qui, il coinvolgimento del prof. Giuseppe Roma, professore ordinario di Archeologia Medievale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, con il quale collaboravo da tempo in qualità di responsabile editoriale della Collana “Ricerche” e referente di terza missione. Ricordo ancora oggi lo sguardo e il sorriso curioso del compianto Peppino quando gli proposi di partecipare al Concorso con un progetto promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici – «Un dipartimento di studi umanistici che partecipa ad un concorso di ingegneria? Ma cosa dici Pino?» (ndr., così mi chiamava affettuosamente). «Sì, Peppino. Vorrei lanciare un messaggio chiaro… le infrastrutture del territorio devono essere progettate e realizzate sulla base delle risorse e delle vocazioni, rappresentate dagli interessi delle imprese locali, dalla visione di sviluppo che possiamo avere SOLO interpellando e coinvolgendo le nuove generazioni, dall’utilizzo sapiente dei beni comuni, dal coinvolgimento dei cittadini». L’iniziale sorriso di Peppino si trasformò presto in un’espressione di curiosità e di sfida… Capii subito che avrebbe supportato il progetto e coinvolto altri dipartimenti dell’Ateneo per la nostra nobile causa!

TRE, QUATTRO INCONTRI ED E’ FATTA!

Bastò poco per coinvolgere un pool di docenti ed esperti che con il loro apporto scientifico, ma ancor prima umano e filantropico, contribuirono a metter su un progetto complesso e realizzabile, frutto del miglior know-how di una delle più importanti Università italiane (ndr., sì, proprio così, l’Università della Calabria!) e del Centro Nazionale delle Ricerche. Natale Arcuri, Mario Amelio, Vittorio Ferraro (DIMEG); Vincenza Calabrò (DIMES); Radiana Cozza(DIBEST); Silvia Mazzuca (CTC Unical) e ricercatori del CNR, Claudia R. Calidonna (ISAC); Giandomenico Spezzano (ICAR), Giuseppe Torzillo (ISE) furono gli autori dei work-package (WP) che avrete modo di leggere su www.academia.edu. Un team “agile” che in tempi record riuscì a produrre quanto richiesto dal concorso Futur-e, raggiungendo il traguardo della selezione

CHI HA VISTO FUTUR-E?

Nessuno lo sa! Devo riconoscere al team Futur-e grandi qualità manageriali nell’aver saputo costruire una così colossale impalcatura (sì dài, chiamiamola così…) che desse corso solo ed esclusivamente agli interessi della holding senza considerare le enormi potenzialità che questo territorio può rappresentare ancora oggi per la stessa Enel. Non è ovviamente in chiave polemica questa osservazione – che coincide solo con il pensiero dello scrivente – ma parte da considerazioni ben precise: (1) proviamo a quantificare il valore della concessione data ad Enel per utilizzare un’area di interesse pubblico, seppur diventata privata, ad esempio seguendo il criterio dell’Art. 167 – Codice degli Appalti (ndr., attenzione, sia chiaro, è solo per gioco :), giusto per dimensionare il valore di ciò che ha offerto questo territorio e quanto ha ricevuto); (2) pensiamo a cosa diventerebbe Corigliano-Rossano e l’intera Sibaritide, se gli interessi di Enel collimassero con quelli del nostro territorio; (3) immaginiamo se i nostri “delegati” al governo della res-publica ai vari livelli (Stato, Regione, Comune) incominciassero a mettere nella loro Agenda Politica una pianificazione del genere che parli di risorse e non di emergenze.

NON FINISCE QUI.

Con questo articolo inizia il ciclo di pubblicazione dei vari work-package previsti nel Progetto “Tecn-é”, la descrizione del modello di business, la qualificazione dei potenziali investitori e lo schema attuativo del progetto stesso che prevede l’AGGIORNAMENTO DEL GIA’ ISTITUITO ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO TRA ENEL, COMUNE DI CORIGLIANO-ROSSANO E REGIONE CALABRIA.

Non dimentichiamo, comunque, che ENEL non è deus ex machina! Laddove ci siano ancora ritardi, numerosi e fumosi tavoli tecnici e di discussione, vi è ancora l’inutilizzata risorsa della Zona Economica Speciale (ZES) – nell’attesa spasmodica che il nostro vice-sindaco ci illumini sullo stato dell’arte di questo importante strumento di pianificazione – e la possibilità di proporre un CONTRATTO ISTITUZIONALE DI SVILUPPO da presentare all’Agenzia Nazionale di Coesione Territoriale che potrebbe partire dall’ISTANZA DIRETTA DEI CITTADINI.

Discuteremo, rimoduleremo, integreremo la nostra proposta con la Comunità e con tutte quelle forze positive che credono ancora nella RISORSA-UMANISTICA e che vedono – nell’impegno e nella partecipazione di ognuno – l’unico mezzo di sviluppo del territorio e della società che lo abita e lo custodisce.

LINK AL SYLLABUS: www.academia.edu

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