Nel mondo

Unicef: bambini in povertà aumenteranno di 86 mln entro la fine dell’anno

Secondo un nuovo studio lanciato oggi da Save the Children e UNICEF, le ricadute economiche della pandemia di COVID-19 potrebbero causare un aumento del numero di bambini in condizioni di povertà familiare, fino a 86 milioni in più entro la fine del 2020, ovvero un incremento del 15%.

Lo studio sottolinea che, senza azioni immediate per proteggere le famiglie dalle difficoltà finanziarie causate dalla pandemia, il numero totale di bambini che vivono sotto la soglia di povertà nazionale nei paesi a basso e medio reddito potrebbe raggiungere i 672 milioni entro la fine dell’anno. Circa 2 su 3 di questi bambini vivono in Africa subsahariana e Asia meridionale.

“Anche se lo Studio riguarda i paesi a basso e medio reddito, non possiamo dimenticare che in Italia circa 10 milioni di bambini e adolescenti stanno vivendo sulla propria pelle le conseguenze di questa crisi sanitaria globale, che va ad inserirsi in un contesto in cui le disuguaglianze già presenti nella nostra società rischiano di acuirsi. I dati ufficiali ci dicono che nel nostro Paese 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta, che il reddito totale delle famiglie più abbienti continua a essere più di sei volte quello delle famiglie più povere, ma anche che il Mezzogiorno rimane l’area con la percentuale più alta di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. Se vogliamo ripartire guardando al futuro, dobbiamo sempre mettere i bambini al primo posto, perché sono loro il futuro” , ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.
“Anche in Italia le conseguenze socio-economiche dell’emergenza Coronavirus  rischiano di ricadere ancora una volta sui bambini e sul loro futuro. Il numero di minori in povertà assoluta è più che triplicato nei dieci anni successivi alla crisi del 2008, e abbiamo stimato che in seguito a questa drammatica situazione vi sia il  rischio che un milione di bambini in più possano scivolare nella povertà assoluta, privati così dei beni indispensabili per condurre una vita accettabile. Combattere la povertà materiale però non basta, è fondamentale contrastare anche quella educativa. L’educazione è infatti la chiave per consentire ai bambini di sviluppare le opportunità del domani, per interrompere il circolo vizioso della povertà intergenerazionale, per sé stessi e per il nostro Paese”, ha affermato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.

I Paesi in Europa e in Asia centrale potrebbero assistere all’aumento più significativo, fino al 44% nella regione. L’America Latina e i Caraibi potrebbero vedere un aumento del 22%.

 

“La pandemia di coronavirus ha scatenato una crisi socio-economica senza precedenti che sta prosciugando risorse per le famiglie di tutto il mondo”, ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore Generale dell’UNICEF. “La portata e la profondità delle difficoltà finanziarie delle famiglie minacciano di portare indietro anni di progressi nella riduzione della povertà dei bambini e di lasciarli privi di servizi essenziali. Senza un’azione concertata, le famiglie che riescono a malapena a tirare avanti potrebbero finire in povertà, e le famiglie più povere potrebbero affrontare livelli di privazione che non si vedevano da decenni”.

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