Mancuso, la storia della famiglia al centro degli equilibri della 'ndrangheta vibonese
Dalle origini a Limbadi alle grandi inchieste antimafia: una delle cosche più studiate dagli investigatori
La famiglia Mancuso di Limbadi, nel territorio di Vibo Valentia, è considerata dalle autorità investigative una delle realtà storiche più rilevanti della 'ndrangheta calabrese. Le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia hanno evidenziato nel tempo il ruolo centrale assunto dal gruppo nel panorama criminale vibonese, con una struttura a forte carattere familiare e una presenza consolidata sul territorio.
Le origini della cosca vengono ricondotte alla famiglia guidata da Giuseppe Mancuso, capostipite di una numerosa discendenza che, negli anni, ha visto diversi componenti coinvolti in vicende giudiziarie. Secondo le ricostruzioni investigative, il gruppo avrebbe progressivamente ampliato la propria influenza, sviluppando collegamenti con altre articolazioni della 'ndrangheta calabrese e costruendo relazioni anche oltre i confini regionali.
Il ruolo nel territorio vibonese e le indagini giudiziarie
Nel corso degli anni la cosca Mancuso è stata al centro di numerose inchieste giudiziarie che hanno riguardato presunti interessi nel narcotraffico, nelle attività economiche e nei tentativi di infiltrazione nei settori della vita pubblica e imprenditoriale. La DIA ha più volte sottolineato la capacità del gruppo di mantenere collegamenti con altri sodalizi criminali e di inserirsi in circuiti economici più ampi.
Tra le principali indagini che hanno interessato il territorio vibonese figura l'operazione "Rinascita-Scott", che secondo gli inquirenti ha ricostruito assetti e dinamiche della criminalità organizzata nella provincia di Vibo Valentia, delineando rapporti tra diverse articolazioni della 'ndrangheta e il cosiddetto "Crimine" calabrese.
Un'organizzazione sotto la pressione dello Stato
L'attività investigativa e giudiziaria condotta negli anni ha portato a numerosi arresti, sequestri patrimoniali e procedimenti nei confronti di esponenti ritenuti vicini alla cosca. Le istituzioni hanno continuato a concentrare l'attenzione sulla capacità delle organizzazioni mafiose di condizionare il tessuto economico e sociale, contrastandone non solo la componente militare ma anche le infiltrazioni nell'economia legale e nella pubblica amministrazione.