L'incontro
L'incontro

Il 97% delle acque di balneazione della Calabria risulta balneabile e il 93% è classificato di qualità eccellente. Sono i dati ministeriali illustrati nel corso della riunione operativa svoltasi a Falerna, promossa dall'assessore regionale all'Ambiente Antonio Montuoro e dal direttore generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana, Salvatore Siviglia. L'incontro ha rappresentato l'occasione per fare il punto sulle attività di controllo e monitoraggio condotte nel corso del 2026 e definire le priorità per il prossimo anno. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti di Calabria Verde, Arpacal, Sorical, Arrical, del Consorzio di bonifica e delle associazioni impegnate nella tutela ambientale. Al centro del confronto non soltanto i risultati dell'ultima stagione balneare, ma soprattutto la necessità di rendere più efficaci e continuativi i controlli, intervenendo sulle criticità prima che possano compromettere la qualità delle acque marine.

Sei imbarcazioni e 16.500 chilometri di controlli: rimossi quasi 17mila chili di rifiuti

I numeri presentati durante l'incontro restituiscono la dimensione delle attività svolte lungo il territorio regionale. Nel corso del 2026 sono stati impiegati oltre 300 operatori nelle attività di sorveglianza e monitoraggio, con il coinvolgimento degli enti regionali e delle strutture competenti. Particolarmente rilevante il lavoro effettuato lungo la costa attraverso sei imbarcazioni, che hanno percorso complessivamente circa 16.500 chilometri, consentendo il recupero di quasi 17mila chilogrammi di rifiuti. I mezzi navali sono stati utilizzati anche per operazioni di campionamento e controllo delle condizioni delle acque. «La strategia regionale si fonda sul coordinamento tra enti, sull'uso delle nuove tecnologie e su un monitoraggio costante del territorio», ha spiegato l'assessore Antonio Montuoro, sottolineando come la tutela del mare rappresenti una delle priorità dell'amministrazione regionale guidata da Roberto Occhiuto. L'obiettivo, secondo Montuoro, è consolidare un sistema capace di individuare tempestivamente le anomalie e intervenire prima che le criticità assumano dimensioni più rilevanti.

Depuratori sotto controllo, installate sonde permanenti in 70 impianti

Uno degli interventi principali riguarda il rafforzamento dei controlli sugli impianti di depurazione costieri, infrastrutture decisive per la qualità delle acque marine. La Regione ha installato sonde permanenti su 70 depuratori lungo la costa calabrese, strumenti che consentono di monitorare continuamente i principali parametri di funzionamento e segnalare eventuali anomalie. Un sistema pensato per superare una gestione basata esclusivamente su verifiche periodiche o interventi successivi alle segnalazioni, favorendo invece un controllo più costante degli impianti. Il direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, ha evidenziato una significativa riduzione dei fenomeni di colorazione verde delle acque marine, risultato al quale, secondo quanto riferito durante l'incontro, avrebbe contribuito anche l'attivazione delle sonde permanenti. Si tratta di un elemento importante per una regione nella quale, soprattutto durante la stagione estiva, le condizioni delle acque costiere rappresentano una questione centrale sia per la tutela ambientale sia per l'economia turistica.

Calabria Verde, 200 sorveglianti idraulici e 80 squadre operative

Un ruolo significativo nelle attività di controllo è stato svolto anche da Calabria Verde. Il direttore generale Giuseppe Oliva ha illustrato il lavoro effettuato da 200 sorveglianti idraulici e 80 squadre operative, distribuite sul territorio regionale e impegnate nel monitoraggio delle aste fluviali e delle aree maggiormente esposte a criticità. Le attività sono state supportate dall'utilizzo di applicazioni digitali per la raccolta e la trasmissione in tempo reale delle informazioni sullo stato delle acque e sulle eventuali anomalie riscontrate. Secondo quanto riferito da Oliva, il monitoraggio ha restituito un quadro complessivamente positivo, pur facendo emergere alcune situazioni problematiche, segnalate alla Regione e ad Arpacal per gli approfondimenti e gli interventi necessari.Il commissario straordinario del Consorzio di bonifica, Giacomo Giovinazzo, ha confermato l'impegno dell'ente nelle attività di manutenzione e controllo dei corsi d'acqua e delle foci, considerate particolarmente importanti per prevenire fenomeni di inquinamento che possono raggiungere il mare.

Droni, satelliti e segnalazioni dei cittadini: come cambiano i controlli

La strategia regionale punta anche sull'utilizzo di tecnologie capaci di ampliare la capacità di osservazione del territorio. Accanto ai controlli tradizionali vengono utilizzati droni, laboratori mobili, sistemi satellitari e piattaforme digitali, strumenti che consentono di individuare situazioni potenzialmente critiche e indirizzare le verifiche verso le aree più sensibili. In questa direzione si inserisce anche l'aggiornamento dell'applicazione CalabriAmbiente, attraverso la quale i cittadini possono contribuire alla segnalazione di situazioni come mare sporco, scarichi sospetti, incendi e abbandono di rifiuti. «La differenza sta nella capacità di trasformare ogni segnalazione in una verifica concreta e, quando necessario, in un intervento rapido», ha sottolineato Montuoro. Il coinvolgimento dei cittadini viene quindi considerato parte integrante del sistema di monitoraggio, con l'obiettivo di rafforzare il rapporto tra territorio e istituzioni.

Il piano 2027: controlli anche in inverno su fiumi, foci e fognature

La riunione di Falerna ha permesso di definire le prime linee di intervento per il 2027, con un'attenzione particolare ai corsi d'acqua, alle foci e alle infrastrutture del sistema fognario e depurativo. L'obiettivo è rendere la sorveglianza ambientale un'attività permanente, non limitata ai mesi estivi, quando l'attenzione pubblica si concentra maggiormente sulle condizioni del mare. La Regione intende rafforzare i controlli anche durante l'autunno e l'inverno, periodi nei quali le precipitazioni intense e gli eventi meteorologici avversi possono mettere sotto pressione le reti fognarie e gli impianti di depurazione. «L'attenzione sulla tutela ambientale resta alta anche nei mesi autunnali e invernali, quando piogge intense ed eventi meteorologici avversi possono mettere sotto pressione reti fognarie e impianti di depurazione», ha dichiarato Montuoro. La prevenzione diventa quindi fondamentale per individuare tempestivamente eventuali malfunzionamenti, limitando le conseguenze sugli ecosistemi costieri e sulla qualità delle acque.

Siviglia: «Rafforzato il sistema di depurazione, ora puntiamo sul monitoraggio continuo»

Nel corso dell'incontro, il direttore generale del Dipartimento Ambiente Salvatore Siviglia ha ripercorso gli interventi realizzati negli ultimi anni per migliorare il funzionamento delle infrastrutture depurative regionali. Il percorso, ha ricordato, è stato avviato nel 2022, quando un'ordinanza del presidente Occhiuto ha consentito la rimozione di oltre 20mila tonnellate di fanghi di depurazione. Successivamente sono stati effettuati interventi che, secondo quanto riferito dal dirigente, hanno riguardato la sostituzione di centinaia di pompe di sollevamento e quadri elettrici, oltre all'efficientamento di numerosi impianti. «Il percorso si è concretamente realizzato con tutti gli interventi effettuati con governance regionale», ha spiegato Siviglia, richiamando anche il potenziamento del piano di monitoraggio continuo. L'obiettivo è acquisire informazioni sempre più dettagliate sul funzionamento delle infrastrutture, così da rendere più rapidi gli interventi in presenza di anomalie.

La sfida resta prevenire l'inquinamento prima che raggiunga il mare

Il bilancio presentato dalla Regione restituisce risultati positivi sul fronte della classificazione delle acque di balneazione e dell'attività di sorveglianza, ma pone anche l'attenzione sulle criticità strutturali che richiedono controlli costanti. Il dato del 93% di acque classificate come eccellenti rappresenta un indicatore importante della qualità ambientale delle aree monitorate, senza escludere la possibilità di episodi localizzati di inquinamento o malfunzionamenti degli impianti. La sfida per il 2027 sarà quindi rafforzare il coordinamento tra gli enti e trasformare i dati raccolti in interventi tempestivi, soprattutto nei territori dove la pressione sulle infrastrutture fognarie e depurative può aumentare durante le piogge intense. «La tutela ambientale è un lavoro di squadra che richiede responsabilità condivisa. Come Regione continueremo a investire nella prevenzione, nell'innovazione tecnologica e nel coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti», ha concluso Montuoro. L'obiettivo è passare da un sistema concentrato prevalentemente sull'emergenza estiva a un modello di controllo attivo tutto l'anno, capace di intervenire sui problemi prima che raggiungano il mare e compromettano la qualità delle acque lungo le coste calabresi.