Museo demologico di San Giovanni in Fiore, presentata querela per danni recenti
E un testimone racconta: “Il gestore si sente sotto pressione. Il sindaco Barile ha detto di voler cacciare la sua società, che però ha vinto l’appalto”
“Il gestore del polo museale di San Giovanni in Fiore non intende alimentare polemiche. Vuole soltanto che vengano accertati i fatti. Ma quello che sta accadendo lo ha molto preoccupato”. Lo racconta un testimone che chiede l’anonimato, riferisce di conoscere nel dettaglio la vicenda e di avere seguito da vicino gli avvenimenti degli ultimi giorni.
Secondo il suo racconto, ci sarebbe una querela da parte del gestore e tutto sarebbe iniziato quando lo stesso avrebbe scoperto dai social network che all’interno del Museo demologico era in programma la “Festa della Pacchiana”.
L’utilizzo della struttura e le telecamere
“Ho saputo – precisa il testimone – che nessuno aveva comunicato ufficialmente l’utilizzo della struttura. Nessuna Pec, nessuna autorizzazione, nessuna disposizione preventiva. Eppure il museo era interessato dall’iniziativa”. Sempre secondo la stessa fonte, il giorno precedente l’impianto di videosorveglianza sarebbe stato regolarmente funzionante.
“Il personale – spiega la fonte – aveva verificato che tutto funzionasse. Il giorno dopo, invece, proprio le telecamere che riprendevano gli ambienti interessati dall’evento risultavano fuori uso. È questo uno degli aspetti sui quali il gestore chiede che venga fatta luce”. Il testimone aggiunge che il gestore avrebbe visionato le immagini ancora disponibili senza accusare nessuno. “Ha visto alcune persone all’interno della struttura, ma non ha indicato responsabili. Chiede solo di capire – sottolinea il testimone – chi sia entrato, chi abbia avuto accesso all’area dell’impianto di registrazione, che cosa sia accaduto alle immagini mancanti e se vi siano stati interventi tecnici sul sistema”. Lo stesso vale, riferisce ancora, per gli imbrattamenti riscontrati nella Sala Saverio Marra. “Il gestore – continua la testimonianza – non punta il dito contro nessuno. Dice semplicemente che quei danni esistono e che devono essere ricostruiti con gli strumenti investigativi”.
Il contesto politico e istituzionale
Secondo il testimone, però, il contesto va oltre i fatti avvenuti all’interno del museo. “Da tempo – dettaglia – il sindaco Antonio Barile, anche in Consiglio comunale, sostiene pubblicamente che i gestori del museo devono andare via. Questo significa parlare apertamente contro un’azienda che ha ottenuto quel servizio vincendo una procedura pubblica. È un fatto politico e istituzionale molto serio”. La stessa persona aggiunge poi una considerazione: “Se un sindaco dice pubblicamente che un gestore deve andare via, pur trattandosi di una società che opera in virtù di un affidamento pubblico, quel messaggio pesa parecchio. È inevitabile che i lavoratori impegnati in quella struttura percepiscano un clima di pressione”.
Le riprese con il cellulare
Il racconto prosegue con quanto sarebbe avvenuto il giorno successivo. “Il gestore e una dipendente – dice il testimone – sono stati ripresi con un telefono cellulare nei pressi del museo. Anche questo episodio lo ha turbato perché è avvenuto immediatamente dopo i fatti precedenti”.
Il confronto con il sindaco
Ma, secondo il testimone, l’episodio che avrebbe avuto il maggiore impatto riguarda il confronto con il sindaco. “Accompagnato dalla Polizia locale, il sindaco – puntualizza il testimone – avrebbe chiesto più volte al gestore di rendere dichiarazioni nell’immediato. Lui avrebbe risposto di avere già deciso di rivolgersi ai carabinieri e di voler formalizzare tutto lì. La richiesta, però, sarebbe stata ripetuta più volte e con toni alterati. Per questo ha preferito andare direttamente in caserma”. “Non sono l’unico – sottolinea il testimone – a conoscere questa vicenda, per cui il gestore del polo museale chiede che siano ricostruiti i fatti e accertate le eventuali responsabilità. Ma c’è un dato che tocca più di tutti, cioè che il sindaco di San Giovanni in Fiore abbia in Consiglio comunale di voler mandare a casa un’azienda che gestisce un servizio culturale per aver vinto una gara pubblica”.
Le altre tensioni in Comune
In un recente Consiglio comunale, peraltro, il sindaco Barile aveva detto che l’attuale comandante della Polizia locale non è gradito alla giunta in carica. Da settimane, più dipendenti comunali donne raccontano di aggressioni verbali nei loro confronti da parte del sindaco. Tali episodi riferiti sarebbero oggetto di un’interrogazione dell’opposizione consiliare che si dovrebbe svolgere durante il Consiglio comunale del prossimo 19 agosto.