Sandro Principe
Sandro Principe

Un’accelerazione decisa, senza troppi giri di parole. Sandro Principe imprime una nuova spinta al progetto dell’Unione dei Comuni, riportando al centro del dibattito una prospettiva che va ben oltre la semplice collaborazione amministrativa tra enti. L’idea è quella di costruire una gestione associata dei servizi, partendo da un primo nucleo di Comuni che, per continuità territoriale e dimensione urbana, rappresentano il naturale punto di partenza: Rende, Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo. Una prima aggregazione che, nelle intenzioni, dovrebbe progressivamente allargarsi ad altri enti del territorio, fino a dare forma a una vera e propria grande area urbana, capace di superare i confini amministrativi tradizionali e mettere in comune risorse, competenze e capacità organizzative. Non soltanto una razionalizzazione dei servizi, dunque, ma un progetto di più ampio respiro, che punta a rafforzare il peso istituzionale e amministrativo di un territorio che troppo spesso continua a muoversi in maniera frammentata.

Principe chiama in causa Provincia e Comune di Cosenza

Ma accanto alla determinazione con cui il sindaco di Rende intende portare avanti il percorso, emerge anche una certa insoddisfazione per il livello di coinvolgimento registrato finora tra gli altri interlocutori istituzionali. Principe non nasconde una sostanziale indifferenza che, a suo giudizio, rischia di rallentare un progetto che avrebbe invece bisogno di una condivisione politica più convinta. In particolare, l’attenzione si concentra sul presidente della Provincia e sull’amministrazione comunale di Cosenza, individuati come i soggetti istituzionali che più di tutti dovrebbero assumere un ruolo attivo nella costruzione dell’Unione. Perché un progetto di questa portata non può essere sostenuto soltanto dalla volontà di un singolo Comune: richiede una responsabilità condivisa, soprattutto da parte di chi rappresenta i principali centri decisionali dell’area urbana.

Rende pronta a fare da apripista

Da qui la volontà di Principe di non attendere ulteriormente. Rende rivendica la legittimazione politica e amministrativa a farsi promotrice di questa accelerazione, avviando un percorso concreto che possa arrivare progressivamente al confronto e all’approvazione nei rispettivi Consigli comunali. La questione, a questo punto, è sicuramente capire se l’Unione dei Comuni sia un obiettivo condivisibile, ma anche verificare chi sia davvero disposto a trasformarlo in un progetto istituzionale. La costruzione di una grande area urbana non può in fin dei conti restare una dichiarazione d’intenti: essa deve tradursi in scelte, atti amministrativi e soprattutto nella disponibilità degli enti a rinunciare a una parte della propria autosufficienza per costruire una prospettiva comune.