Pedoni, in Calabria sicurezza stradale ancora sotto osservazione
I dati Asaps e Istat riaccendono l’allarme sugli utenti più fragili della strada, con anziani particolarmente esposti al rischio incidenti
Il nuovo aggiornamento dell’Osservatorio Pedoni Sapidata-Asaps riporta al centro il tema della sicurezza degli utenti più fragili della strada. Dall’inizio dell’anno in Italia si contano 200 pedoni morti, nove soltanto nell’ultima settimana. Le vittime sono 130 uomini e 70 donne, mentre 96 avevano più di 65 anni, poco meno della metà del totale. Il dato conferma una criticità strutturale della mobilità italiana: attraversare una strada, camminare lungo un tratto urbano poco protetto o muoversi in aree con scarsa illuminazione continua a rappresentare un rischio concreto, soprattutto per anziani e persone più vulnerabili. Nei primi cinque mesi dell’anno, rispetto al 2025, i decessi di pedoni risultano in aumento del 19%, con una progressione mensile che resta preoccupante.
Il quadro calabrese tra incidenti, anziani e strade a rischio
Il fenomeno nazionale trova riscontri anche in Calabria, dove la sicurezza stradale resta una questione aperta. Secondo il focus Istat sugli incidenti stradali regionali, nel 2024 in Calabria si sono verificati 3.107 incidenti con lesioni a persone, con 96 morti e 4.716 feriti. I pedoni rappresentano l’11,5% dei deceduti e il 6,5% dei feriti, un dato che conferma la presenza di un rischio specifico per chi si muove a piedi. Ancora più significativo è il profilo anagrafico delle vittime: il 72,7% dei pedoni morti in incidenti stradali aveva più di 65 anni. È un elemento che impone una riflessione sulle condizioni reali della mobilità nei centri urbani calabresi, dove attraversamenti, marciapiedi, illuminazione, segnaletica e velocità dei veicoli incidono direttamente sulla sicurezza quotidiana.
Serve una strategia urbana per proteggere chi cammina
Il tema non riguarda soltanto le grandi città del Nord, dove si concentra il maggior numero assoluto di vittime. Anche in Calabria la sicurezza dei pedoni deve diventare una priorità nelle politiche locali, soprattutto nei comuni capoluogo, nei centri costieri e lungo gli assi viari più trafficati. La mobilità pedonale è parte essenziale della vita urbana, ma spesso viene trattata come un elemento marginale rispetto al traffico veicolare. Servono controlli sulla velocità, attraversamenti più visibili, marciapiedi continui e accessibili, illuminazione adeguata e interventi mirati nelle aree frequentate da anziani, scuole, uffici pubblici e servizi sanitari. I numeri nazionali e regionali indicano che la sicurezza stradale non può essere affrontata solo dopo l’ennesimo incidente. Proteggere i pedoni significa difendere il diritto più semplice e più esposto: muoversi a piedi senza rischiare la vita.