Enzo Bruno
Enzo Bruno

Garantire il diritto alla salute anche nei territori montani e nelle aree interne della Calabria, dove la distanza dai principali centri ospedalieri e le difficoltà dei collegamenti rendono spesso più complicato l'accesso alle cure. È questo l'obiettivo della proposta di legge regionale n. 73/13, sottoscritta dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, e che vede come primo firmatario Domenico Giannetta. Il provvedimento punta al mantenimento e al rafforzamento funzionale dei presìdi ospedalieri situati nelle zone montane, interne e territorialmente disagiate della regione, nel rispetto della programmazione sanitaria e degli standard di sicurezza delle cure. Le strutture interessate sono gli ospedali di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli e Oppido Mamertina, oltre allo stabilimento ospedaliero di Rogliano. «Rafforzare l'assistenza sanitaria nei territori delle aree interne è fondamentale e strategico: il diritto alla salute deve essere garantito anche dove le distanze e le difficoltà dei collegamenti rendono più complesso raggiungere i servizi», afferma Bruno, spiegando le ragioni della propria adesione all'iniziativa legislativa.

Bruno: «Le strutture devono funzionare, servono medici e personale sanitario»

Secondo il consigliere regionale, il mantenimento dei presìdi ospedalieri deve essere accompagnato da interventi capaci di migliorarne concretamente la funzionalità. Non basta, dunque, prevedere la presenza delle strutture nella rete sanitaria regionale: occorre garantire personale sufficiente, attrezzature utilizzabili e servizi in grado di rispondere alle necessità dei pazienti. «Condivido l'obiettivo di valorizzare queste strutture attraverso una maggiore integrazione con la rete ospedaliera e i servizi territoriali. La legge deve però mettere al centro i servizi e aprire prospettive concrete per la funzionalità degli ospedali: servono più medici, infermieri e personale tecnico», sottolinea Bruno. Il consigliere richiama così una delle principali criticità della sanità nelle aree interne: la difficoltà di assicurare continuità alle prestazioni quando mancano le figure professionali necessarie, anche in presenza di strutture e apparecchiature già disponibili.

Il caso Serra San Bruno: «TAC e laboratorio penalizzati dalla carenza di personale»

A sostegno delle proprie osservazioni, Bruno porta l'esempio dell'ospedale di Serra San Bruno, visitato nelle scorse settimane, dove avrebbe riscontrato problemi legati alla carenza di personale sanitario e tecnico. Una situazione che, secondo il consigliere, rischia di compromettere l'utilizzo di strumenti diagnostici e attrezzature già presenti nella struttura. «Per il servizio TAC manca personale tecnico e medico. Anche il laboratorio di analisi ha attrezzature avanzate, di ultima generazione, ma non funziona perché mancano i tecnici», evidenzia Bruno. Una criticità che mette in luce il divario tra la disponibilità delle tecnologie sanitarie e la possibilità di utilizzarle effettivamente a beneficio dei cittadini. «È necessario organizzare meglio il sistema e rendere operative le risorse disponibili», aggiunge il capogruppo di Tridico Presidente. Per Bruno, il rafforzamento dei presìdi ospedalieri deve quindi passare anche da un'attenta programmazione delle risorse umane, senza la quale gli investimenti nelle infrastrutture e nelle apparecchiature rischiano di non tradursi in un miglioramento concreto dell'assistenza.

Emergenza-urgenza e 118, la sfida dei collegamenti nelle zone montane

Un altro aspetto sul quale il consigliere regionale richiama l'attenzione è il funzionamento del sistema di emergenza-urgenza, particolarmente importante nelle aree caratterizzate da territori montuosi e collegamenti stradali complessi. In queste zone, i tempi necessari per raggiungere una struttura sanitaria possono incidere sulla possibilità di ricevere assistenza tempestiva, rendendo fondamentale il coordinamento tra ospedali, servizi territoriali e sistema del 118. «Aprire una discussione sui territori montani è un primo risultato. Ora il confronto deve tradursi in assistenza effettiva, rafforzando anche il sistema dell'emergenza-urgenza e il 118, sui quali pesano orografia e viabilità», afferma Bruno. L'adesione alla proposta di legge, precisa il consigliere, nasce dalla volontà di contribuire al confronto istituzionale e di migliorare il testo durante il percorso legislativo. «La mia adesione vuole contribuire a migliorare il testo e a dare risposte alle popolazioni che vivono maggiori difficoltà nell'accesso alle cure», conclude. La proposta apre dunque un confronto sul futuro della sanità nelle aree interne calabresi. La questione centrale rimane il passaggio dalla tutela formale dei presìdi ospedalieri alla disponibilità effettiva di servizi, attraverso personale adeguato, diagnostica funzionante e una rete di emergenza capace di rispondere alle esigenze delle comunità più distanti dai grandi ospedali.