Muore in un incidente il colonnello Marco Sorrentino: aveva combattuto la ’ndrangheta anche in Calabria
Il cinquantenne della Guardia di Finanza ha perso la vita in un incidente stradale nel Bolognese

Una vita dedicata alla lotta contro la criminalità organizzata, con un percorso professionale che aveva attraversato anche la Calabria e le attività investigative contro la ’ndrangheta. Il colonnello della Guardia di Finanza Marco Sorrentino, 50 anni, è morto martedì 20 ottobre 2026 in un incidente stradale avvenuto a Sasso Marconi, in provincia di Bologna, mentre si trovava in servizio. L'ufficiale viaggiava a bordo di un'automobile insieme ad altri due militari delle Fiamme Gialle quando il mezzo è rimasto coinvolto in uno scontro frontale con un'altra vettura lungo il raccordo R43, nei pressi dell'autostrada A1. Nell'incidente sono rimaste ferite anche altre persone. Sorrentino prestava servizio presso lo SCICO, il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, uno dei reparti specialistici della Guardia di Finanza impegnati nelle attività di contrasto alle organizzazioni mafiose.
Gli anni a Reggio Calabria e la lotta alla ’ndrangheta
Originario del Casertano, Marco Sorrentino aveva costruito gran parte della propria carriera all'interno dei reparti investigativi specializzati nel contrasto alla criminalità organizzata. Dopo un'esperienza a Palermo, aveva prestato servizio al GICO di Reggio Calabria, il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, impegnato nelle indagini sulle attività economiche e finanziarie delle cosche. Un passaggio importante della sua carriera, maturato in un territorio nel quale il contrasto alla ’ndrangheta richiede un'attenzione particolare non soltanto alle attività criminali, ma anche ai patrimoni accumulati illecitamente, ai flussi di denaro e alle infiltrazioni nell'economia legale. La sua esperienza investigativa nello Stretto è documentata anche da ricostruzioni giornalistiche precedenti alla tragedia. Nel 2013 il suo nome compariva tra gli ufficiali provenienti dai reparti antimafia calabresi e successivamente trasferiti nella Capitale.
Dalla Calabria a Roma, le indagini sui patrimoni delle mafie
Conclusa l'esperienza a Reggio Calabria, Sorrentino aveva proseguito il proprio percorso professionale a Roma, arrivando a guidare il GICO della Capitale. In questo ruolo si era occupato delle attività economiche e finanziarie riconducibili alla criminalità organizzata, in un contesto caratterizzato dalla presenza di gruppi mafiosi diversi e da complessi sistemi di riciclaggio. Tra le operazioni più significative della sua carriera viene ricordata “Apogeo”, l'indagine patrimoniale contro il clan Spada di Ostia, che aveva portato alla confisca di beni e attività economiche, comprese alcune sale da gioco. L'attività investigativa dell'ufficiale si era concentrata anche sui sistemi utilizzati dalle organizzazioni criminali per occultare, trasferire e reinvestire i proventi delle attività illecite.
Il contrasto ai traffici internazionali della ’ndrangheta
Uno degli aspetti più rilevanti del lavoro di Sorrentino riguardava proprio la dimensione internazionale delle organizzazioni mafiose e i meccanismi finanziari che consentono di movimentare ingenti somme di denaro. Nel corso della sua attività a Roma, il colonnello aveva approfondito anche i sistemi di trasferimento clandestino di capitali utilizzati dalla ’ndrangheta per finanziare il traffico internazionale di cocaina. In un'inchiesta giornalistica dedicata ai circuiti criminali della Capitale, aveva illustrato il funzionamento di reti di compensazione finanziaria attraverso le quali organizzazioni criminali potevano saldare debiti con i narcotrafficanti sudamericani senza effettuare trasferimenti bancari diretti. Un sistema che mostra come la lotta alle mafie non si esaurisca negli arresti, ma passi anche attraverso la ricostruzione delle movimentazioni economiche e dei collegamenti internazionali.
Il cordoglio della Guardia di Finanza
La morte improvvisa del colonnello ha suscitato profondo cordoglio all'interno della Guardia di Finanza, che ha ricordato l'ufficiale scomparso durante il servizio, esprimendo vicinanza alla famiglia. Con Marco Sorrentino scompare un investigatore che aveva dedicato la propria carriera al contrasto delle organizzazioni criminali, maturando esperienze nei territori più complessi del Paese e raggiungendo incarichi di responsabilità nei reparti specializzati. Il suo percorso professionale conserva anche un legame significativo con la Calabria, dove aveva prestato servizio negli anni della sua formazione investigativa contro la criminalità organizzata, prima di portare quell'esperienza nelle successive attività di contrasto alle mafie e ai loro interessi economici.