Sanità in Calabria, proposta per rafforzare lo screening neonatale esteso
Scutellà presenta una mozione per diagnosi precoci e accesso uniforme alle cure innovative per tutti i nuovi nati
In Consiglio regionale della Calabria è stata presentata una mozione finalizzata al potenziamento dello Screening Neonatale Esteso, con l’obiettivo di rafforzare le attività di prevenzione e garantire una tutela più efficace della salute fin dai primi giorni di vita. L’iniziativa, promossa dalla consigliera e capogruppo del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, punta a costruire un sistema più moderno e inclusivo, in linea con il principio costituzionale del diritto alla salute. Al centro della proposta c’è la volontà di estendere le possibilità di diagnosi precoce, sfruttando le più avanzate tecnologie disponibili in ambito medico.
Terapie innovative e necessità di interventi tempestivi
Secondo quanto evidenziato dalla consigliera, la medicina oggi offre strumenti terapeutici all’avanguardia, tra cui terapie geniche ed enzimatiche, capaci di incidere in maniera significativa sul decorso di numerose patologie. Tuttavia, l’efficacia di questi trattamenti è strettamente legata alla tempestività dell’intervento, che deve avvenire in fase pre-sintomatica. Da qui la necessità di un sistema di screening più ampio e capillare, in grado di individuare precocemente malattie genetiche, metaboliche, neuromuscolari e neurodegenerative, garantendo a tutti i neonati le stesse opportunità di cura.
Rete regionale e copertura totale per tutti i nuovi nati
La mozione impegna la Giunta regionale a sviluppare un programma organico che preveda progetti pilota per ampliare il numero delle patologie analizzate, oltre alla creazione di una rete regionale di laboratori specializzati e centri clinici di riferimento. Tra gli obiettivi principali figurano la copertura totale dei punti nascita, l’aggiornamento dei percorsi diagnostico-terapeutici e il rafforzamento del supporto alle famiglie. L’intento è costruire un modello stabile e strutturato, capace di assicurare uniformità territoriale e pari accesso alla diagnosi precoce, contribuendo al tempo stesso all’evoluzione del sistema nazionale di screening.