Filomena Greco
Filomena Greco

La riforma dei “Progetti di Vita” per le persone con disabilità torna al centro del confronto politico regionale. Filomena Greco, consigliera di Casa Riformista–Italia Viva e componente della Terza Commissione Sanità, interviene dopo avere analizzato la risposta scritta alla sua interrogazione e la relazione tecnica predisposta dal Dipartimento regionale.

«Ho scelto di non replicare immediatamente alle dichiarazioni dell’assessore al Welfare Pasqualina Straface del 9 luglio – afferma Greco – perché il compito di una consigliera regionale è giudicare gli atti, non rispondere agli slogan. Ora emerge una realtà molto diversa dagli annunci della Giunta».

Una riforma decisiva per persone e famiglie

Greco ribadisce di non contestare il principio della riforma, che considera fondamentale per costruire percorsi personalizzati capaci di integrare sanità, servizi sociali, scuola, lavoro, autonomia e inclusione.

«I Progetti di Vita non sono un pezzo di burocrazia – sottolinea – ma lo strumento attraverso il quale una persona con disabilità dovrebbe costruire insieme alle istituzioni il proprio futuro, mettendo al centro la propria storia, i bisogni e i desideri».

Secondo la consigliera, la riforma può rappresentare un passo decisivo anche per le famiglie, chiamate spesso ad affrontare da sole difficoltà organizzative, economiche e assistenziali. L’obiettivo dovrebbe essere garantire serenità e prospettive, superando interventi frammentati e differenze territoriali.

Le criticità emerse dagli atti regionali

L’interrogazione depositata il 26 giugno sarebbe nata dalle segnalazioni ricevute dagli Ambiti territoriali sociali, dagli operatori e dagli amministratori locali, preoccupati per i dubbi interpretativi e le difficoltà applicative legate alla fase di transizione.

Greco evidenzia come, negli atti ufficiali, la Regione riconosca che il rischio di contenzioso è «fisiologico e intrinseco», che non esiste un fondo regionale specificamente dedicato ai Progetti di Vita e che gli strumenti operativi sono ancora in progressiva definizione.

«La Regione sostiene che interverrà qualora emergano criticità – osserva – ma diverse difficoltà sono già state segnalate dai territori. Non si possono scaricare ulteriori responsabilità sugli enti locali, molti dei quali sono già in grave affanno».

Personale, tempi e disparità tra territori

Restano aperti diversi interrogativi sull’effettiva capacità organizzativa degli Ambiti territoriali sociali e delle Aziende sanitarie provinciali. Greco chiede se il personale disponibile sia sufficiente, se le Unità di valutazione multidimensionale siano operative in tutte le Asp e quanto tempo dovrà attendere una famiglia prima di ottenere l’approvazione del proprio Progetto di Vita.

Un altro nodo riguarda i controlli che la Regione intende adottare per evitare che si creino disparità tra Comuni e territori. Il rischio, secondo la consigliera, è che l’accesso ai servizi possa dipendere dalla capacità amministrativa dell’ente di residenza, compromettendo il principio di uguaglianza.

«La Giunta mi ha spiegato come il sistema dovrebbe funzionare – sostiene Greco – mentre io continuo a chiedere come funzioni concretamente oggi. Serviva una fotografia reale e numerica dell’esistente, non una lezione teorica di diritto».

Solo 18 esperti contrattualizzati su 45

La Regione ha selezionato 45 esperti destinati a rafforzare la capacità amministrativa necessaria all’attuazione della riforma, ma secondo Greco ne sarebbero stati contrattualizzati soltanto 18.

La consigliera chiede di conoscere gli Ambiti territoriali e le Asp nei quali siano stati assegnati, i criteri adottati per la distribuzione e i tempi previsti per l’entrata in servizio degli altri professionisti.

Da chiarire anche il coordinamento con gli strumenti già esistenti, come il Fondo nazionale per la non autosufficienza e gli altri bandi rivolti alle persone con disabilità.

«Una famiglia dovrà continuare a presentare una nuova domanda ogni volta che viene pubblicato un avviso – domanda Greco – oppure sarà il Progetto di Vita, una volta approvato, a garantire l’accesso ai servizi previsti? Sono questioni che incidono direttamente sulla vita delle persone».

Cabina di regia e tre proposte operative

Greco accoglie positivamente l’istituzione della Cabina di regia regionale per il monitoraggio dell’integrazione sociosanitaria, approvata dalla Giunta, ma chiede che i dati sull’attuazione dei Progetti di Vita siano pubblicati e aggiornati con cadenza trimestrale.

La consigliera avanza inoltre tre proposte: una verifica straordinaria degli organici per accertare la presenza di un numero sufficiente di assistenti sociali; un piano di formazione rivolto al personale delle Asp, ai funzionari comunali e ai componenti delle Unità di valutazione multidimensionale; la convocazione annuale della Giunta in Commissione per illustrare lo stato di attuazione, l’efficacia dei servizi e la distribuzione delle risorse.

«Il mio obiettivo non è dimostrare che la Regione abbia torto, ma fare in modo che questa riforma funzioni – conclude Filomena Greco –. I Progetti di Vita saranno una grande conquista sociale soltanto quando una famiglia, in qualsiasi Comune della Calabria, potrà ottenere gli stessi diritti, negli stessi tempi e con la stessa qualità dei servizi».