Strage di Amendolara, Lollobrigida: “Chi sfrutta i lavoratori non è un imprenditore, è un bandito”
Il ministro dell’Agricoltura interviene dopo l’omicidio dei quattro braccianti agricoli nel Cosentino. “Quanto accaduto è drammatico e imperdonabile. Nessuna distinzione nei diritti tra lavoratori italiani e stranieri”
Non usa mezzi termini il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nel commentare la tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in una vicenda che ha scosso l’intero Paese.
A margine della presentazione dell’iniziativa “Campioni del mondo - Italia loves Unesco” al Ministero della Cultura, il ministro ha ribadito la necessità di contrastare con fermezza ogni forma di sfruttamento del lavoro.
“Non ci deve essere alcuno spazio per chi sfrutta i lavoratori, che non è un imprenditore, è un bandito”, ha dichiarato Lollobrigida, sottolineando l’impegno delle forze dell’ordine, della magistratura e delle istituzioni nel perseguire chi si rende responsabile di simili comportamenti.
“Una tragedia drammatica e imperdonabile”
Il ministro ha definito quanto accaduto in Calabria un episodio di eccezionale gravità.
“Quello che è successo è drammatico, imperdonabile e ovviamente abbiamo sollecitato, per quanto ce ne possa essere bisogno, le forze dell'ordine ad agire in ogni modo”, ha affermato.
Parole che arrivano mentre proseguono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, che nelle scorse ore hanno portato al fermo di due persone accusate di omicidio plurimo e pluriaggravato.
La solidarietà alla Calabria e il confronto con Occhiuto
Lollobrigida ha inoltre riferito di aver avuto un colloquio con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al quale ha espresso la propria vicinanza per una vicenda che ha colpito profondamente il territorio.
“Ieri ho parlato con il presidente della Regione Calabria Occhiuto, portandogli la solidarietà rispetto a quanto avvenuto nella sua terra, martoriata da criticità spesso legate alla criminalità, ma che in questi anni ha invertito su molti aspetti la tendenza”, ha dichiarato il ministro.
Il contrasto allo sfruttamento e al caporalato
Nel suo intervento, il titolare del dicastero dell’Agricoltura ha ricordato il lavoro svolto dal Governo sul fronte della lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo.
Secondo Lollobrigida, l’esecutivo continuerà a operare in sinergia con il Ministero del Lavoro e con le organizzazioni sindacali per rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione delle attività illegali che colpiscono i lavoratori più vulnerabili.
“Ci impegneremo con la collega Calderone, come governo, a continuare a lavorare in sintonia con le forze sindacali per contrastare ogni forma di devianza e di sfruttamento”, ha spiegato.
“I lavoratori sono tutti uguali”
Nella parte finale del suo intervento, il ministro ha voluto ribadire un principio che considera fondamentale: la tutela dei diritti dei lavoratori senza alcuna distinzione di origine o nazionalità.
“Quelli che fanno atti di questa natura e vengono definiti imprenditori o hanno il titolo di azienda sono criminali e delinquenti e devono essere cancellati”, ha affermato.
Lollobrigida ha quindi sottolineato che “i lavoratori sono tutti uguali. Non vanno distinti nei diritti tra immigrati e non immigrati. I lavoratori vanno rispettati, tutti devono avere le stesse regole”.
Un messaggio che arriva mentre l’inchiesta sulla strage di Amendolara continua a svilupparsi e mentre il dibattito nazionale torna a interrogarsi sui temi della legalità, della sicurezza sul lavoro e della tutela della dignità umana nelle campagne italiane.